Immigrazione, Frattini: «parole ONU premature»
2 Giugno 2008
Il riferimento all’Italia, contenuto nell’intervento dell’Alto Commissario per i diritti umani, Signora Louise Arbour, in occasione dell’ottava sessione del Consiglio per i Diritti Umani, di
cui l’Italia e’ parte, come prontamente ed opportunamente fatto osservare dal Rappresentante Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite a Ginevra, Ambasciatore Giovanni Caracciolo,scaturisce
con ogni probabilità da informazioni incomplete.
In primo luogo, il reato di immigrazione clandestina – che vige da tempo pur in forme diverse in vari Paesi europei, come Francia, Germania, Gran Bretagna – come noto non e’ stato ancora
introdotto in Italia e il relativo disegno di legge sarà esaminato dal Parlamento in uno spirito di dialogo e di confronto democratico ed aperto tra tutte le forze politiche. Esprimere
valutazioni premature su proposte che ancora il Parlamento italiano non ha discusso desta sorpresa, ma non condizionerà il dibattito politico nazionale, che sarà come sempre
trasparente ed aperto al contributo di maggioranza ed opposizione.
In ogni caso, si tratta di una questione che non ha nulla a che vedere con la xenofobia o con la discriminazione su base razziale, e che affronta invece il fenomeno dell’immigrazione illegale e
degli strumenti legislativi per ridurlo, nell’ambito beninteso delle garanzie previste dall’ordinamento giudiziario e nel pieno rispetto delle direttive dell’Unione Europea.
Altra cosa sono gli episodi di violenza che si sono verificati recentemente in Italia, e che sono stati fermamente condannati dal Governo italiano, in quanto eventi illegali isolati, che
tuttavia non vengono sottovalutati, ed anzi formano oggetto di seria preoccupazione da parte delle Autorità italiane, come da ultimo ha sottolineato lo stesso Presidente della Repubblica
nel suo messaggio per la ricorrenza della Festa Nazionale.
L’Italia e’ e rimarrà in prima linea nella lotta contro ogni forma di razzismo, xenofobia ed intolleranza. Ciò scaturisce dalle stesse obbligazioni costituzionali e dalla
coscienza civile condivisa e si rende evidente nell’impegno del nostro Paese nel campo dei diritti umani sul piano internazionale.





