Il tutor accompagna e informa in ospedale e a casa

By Redazione

Firenze – Gli ospedali cambiano e si organizzano per intensità di cura, oggi l’ospedale deve essere visto come risorsa da usare solo quando è indispensabile e
deve essere ideato e organizzato ponendo al centro il paziente, con la sua esigenza di cura e i suoi bisogni di assistenza.

Il paziente ha diritto ad essere curato efficacemente, tempestivamente e in sicurezza, ad avere una assistenza personalizzata e informazioni sullo sviluppo del percorso di cura che dovrà
essere coordinato, integrato e continuo. Ad essere accolto, ascoltato, rassicurato, ma anche responsabilizzato come «alleato» nella cura. A godere di comfort, privacy e tutela della
propria dignità, a percepire che l’accesso e il godimento dei servizi si ispirano a un principio di equità. Per rendere concreto tutto questo il Piano sanitario introduce la
figura dei tutor (clinico, assistenziale e farmaceutico), medici e infermieri che prendono in carico il paziente dall’accesso alla dimissione e in seguito anche in collegamento con i servizi
territoriali.

I nuovi ospedali (e anche quelli esistenti tramite opportune trasformazioni) verranno concepiti su diversi livelli di organizzazione per una assistenza incentrata sui bisogni del paziente e per
soddisfare più efficacemente e con migliore efficienza le necessità delle patologie in fase acuta e contemporaneamente garantire lo sviluppo di tutte le specialità. ll
paziente viene ricoverato in base alla tipologia di cure di cui ha bisogno e quindi riceve l’assistenza in base alle sue necessità, con tutte le diverse competenze specialistiche che
«gireranno intorno al suo letto».

Tutti gli ospedali della Toscana saranno, nel prossimo futuro, organizzati secondo questo modello. I nuovi ospedali da costruire a Pistoia, Prato, Lucca e Massa sono già stati progettati
in questo senso. Le esperienze già avanzate sono quelle dell’Ospedale di Pontedera, Pescia, Pistoia, Prato, Livorno e nel prossimo futuro Empoli nuovo.

Piccoli ospedali in prima linea. II piccoli ospedali della Toscana ricoprono un ruolo rilevante sia nell’ambito della gestione dei ricoveri internistici (per riacutizzazione di patologie
croniche, in particolare neurologiche e cardio-respiratorie), sia nell’ambito della patologia chirurgica programmata (non di emergenza)

Questi presidi saranno dotati di adeguata strumentazione diagnostica sulle 24 ore, anche utilizzando a pieno le potenzialità della telediagnostica integrando, ove possibile, le risorse
interne dedicate con quelle delle postazioni di emergenza territoriale. Nei piccoli ospedali possono inoltre essere programmati interventi di chirurgia specialistica, che nei casi complessi
possono essere svolti da team di Area Vasta accreditati, garantendo la sicurezza del paziente. I piccoli ospedali si qualificheranno per ulteriori importanti servizi che vi verranno svolti
(esempio trattamenti chemioterapici), escludendo attività ad alto rischio quali la chirurgia di emergenza.

Susanna Cressati

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