Il sangue del cordone ombelicale aiuta a curare i disordini del metabolismo

Le trasfusioni di sangue proveniente dal cordone ombelicale, anche quando proveniente da donatori non parenti, possono salvare la vita dei bambini nati con alcuni disordini del metabolismo
ereditari, è quanto emerge da uno studio condotto alla Duke University della Carolina del Nord (Usa). Attualmente il trapianto di midollo osseo è l’unica opzione a disposizione
dei neonati con tali patologie, i quali sono soggetti a morte improvvisa per insufficienze organiche. Ma il trapianto è difficile da realizzare e i donatori sono pochi. Il sangue del
cordone ombelicale, invece, può essere donato da ogni neonato. Inoltre, contiene cellule immature, conosciute come cellule staminali, che possono rigenerare le cellule assenti o
danneggiate nei pazienti. Lo studio, coordinato da Vinod Prasad, ha interessato 159 neonati con disordini del metabolismo ereditari, che hanno ricevuto trasfusioni di sangue ombelicale da
donatori non parenti alla Duke tra il 1995 e il 2007. Tra le patologie trattate dai ricercatori americani figurano la malattia di Krabbe, meglio nota come leucodistrofia di Krabbe, che affligge
il sistema nervoso, e la malattia di Hurler, che interessa il cuore, il fegato e il cervello.

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