Il Premier Berlusconi si corregge: «nessun decreto per le intercettazioni»

Il premier Silvio Berlusconi ha fatto marcia indietro, da Napoli, dopo l’appunto del Quirinale, le proteste dell’opposizione e i distinguo della Lega sull’ipotesi di emanare un decreto legge
sulle intercettazioni, dal Colle infatti si richiamava l’appello del presidente Napolitano ad una soluzione condivisa in Parlamento e dunque con lo strumento del disegno di legge.

Il partito Democratico era stato il primo a protestare, seguito a ruota da Italia dei Valori e Udc. Ma anche la Lega ha messo i paletti al premier che, illustrando il disegno di legge, aveva
ipotizzato l’utilizzo delle intercettazioni per i reati puniti con pene superiori ai dieci anni. Secondo il ministro dell’Interno Maroni infatti le intercettazioni vanno utilizzate anche per
tutti reati contro la pubblica amministrazione, come la concussione e la corruzione.

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