Il Parco Fluviale del Po: Dalle Alpi alla Pianura
25 Novembre 2008
Il tratto cuneese del parco inizia alle sorgenti del fiume sul Monviso, a 2020 metri sul livello del mare: in questo
punto il Po è un tipico torrente alpino che con la ricchezza delle sue acque sostiene numerose specie botaniche e ospita, tra le altre, una rarissima specie di piccolo anfibio,
la salamandra nera di Lanza. Continuando il percorso si arriva alla Rocca di Cavour, un imponente rilievo che, grazie alla sua posizione isolata e ai fitti boschi che la
ricoprono, è un’ottima postazione per i bird watchers: negli ultimi anni sono state avvistare circa 100 specie di uccelli. Percorrendo il Po nel tratto torinese, dove la
presenza umana é molto più forte, il torrente alpino diventa un pigro fiume di pianura ai cui margini si possono ammirare numerosi edifici di grande pregio architettonico
(tra cui alcune delle Residenze Sabaude, v. scheda ), ma possiamo trovare anche il Centro Cicogne della Lipu a Racconigi, che tutela questi uccelli con programmi di
ripopolamento e campagne di informazione.
Nel tratto vercellese-alessandrino il Po recupera il suo aspetto più
naturale e selvaggio, tutelato in varie riserve speciali.
La prima riserva naturale per importanza è la Confluenza del Sesia e del Grana, dove il Po si
allarga in tutta la sua maestosità e crea ambienti naturali in cui abbondano gli uccelli.
Citiamo poi la Riserva Naturale della Garzaia a Valenza (Alessandria), in cui viene
protetta l’unica colonia di airone rosso in Piemonte, e la Riserva del Boscone (Alessandria) che protegge una grossa porzione di foresta pluviale,
unica nella zona.
Il Po e il mito
Il nome storico del Po è Eridano, che ci rimanda al mito greco di Fetonte.
Fetonte, chiamato anche Eridano, roso dal dubbio di non essere il figlio del Sole, decise di affrontare il genitore che, per fugarne
le incertezze, gli concesse di guidare il carro solare.
Ma Fetonte non fu in grado di governarlo: bruciò foreste e prosciugò fiumi finché Zeus, temendo che finisse con
il distruggere la Terra, lo abbatté con un fulmine, precipitandolo in un fiume che da allora portò il suo nome, Eridano.
Il Sole, suo padre, non uscì per un intero giorno, e le Eliadi, sorelle di Fetonte si trasformarono in pioppi sulle sponde del
fiume, per vegliare in eterno il fratello morto.





