Il Monte-Carlo Wine Festival e il tempo: alla ricerca della profondità

Il Monte-Carlo Wine Festival e il tempo: alla ricerca della profondità

Il Monte-Carlo Wine Festival mette al centro il complesso rapporto fra la natura e la tecnica, che apparentemente in contrasto fra di loro possono essere armonizzate solo da una visione
storica e culturale.

In quest’ottica l’importanza dei vitigni autoctoni si intreccia con il valore culturale che il vino assorbe dal legame con il luogo di provenienza, attraverso la relazione con gli altri
prodotti tipici del territorio ma anche con la lingua, con gli usi quotidiani e le tecniche impiegate, con la grande storia e le minute tradizioni del posto, con il paesaggio rurale ed urbano dei
paesi: con la cultura locale intesa nel senso più ampio del termine.

Particolare importanza verrà data all’archeologia, intesa non solo come documentazione nozionistica e museale delle civiltà passate, ma come occasione di riscoprire chiavi di
lettura del territorio che la storia prima e la modernità dopo hanno oscurato, sostituendo le antiche sapienze con conoscenze e modi di vivere che spesso si sono dimostrati inadeguati a
superare la prova del tempo.

Per la viticoltura, intimamente legata alla terra, ai suoi ritmi e alle sue essenziali leggi ecologiche ed economiche, la riscoperta della testimonianza archeologica può essere decisiva.
La lezione dell’antichità indica nella sua brutale essenzialità quali sono le vere priorità per la valorizzazione sociale e produttiva dei territori. Un obiettivo che si
impone come necessità improrogabile per l’uomo del nuovo millennio.

Per questo il riferimento all’archeologia locale sarà il trait d’union delle iniziative del Monte Carlo Wine Festival, nella speranza di proporre e diffondere una chiave di lettura
fondamentale nell’interpretazione del grande vino di terroir.

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