Il Governo completa il Testo Unico sulla Sicurezza sul lavoro

Il Testo Unico sulla sicurezza è entrato in vigore in tutte le sue parti, dopo un travagliato e complesso iter, anche il disegno di legge delega è stato approvato dal Consiglio
dei ministri dello scorso 1 aprile, permettendo così al riordino della materia della sicurezza sui luoghi di lavoro di completarsi.

Le novità che toccheranno da vicino le imprese di panificazione (come anche le altre aziende) sono molteplici, a cominciare dall’inasprimento delle sanzioni. Il Consiglio dei ministri ha
però concesso tre mesi di tempo ai datori di lavoro per adeguarsi agli obblighi connessi alla valutazione dei rischi. Un punto importante da sottolineare è che le nuove norme
interessano tutti i lavoratori senza alcuna differenza fra i diversi tipi di contratto.

La prevenzione
Le misure generali di tutela dei lavoratori prevedono: la valutazione ed eliminazione di tutti i rischi per la salute e la sicurezza; l’ utilizzo minimo di agenti, lavorazioni e macchinari
pericolosi; le misure di protezione collettiva e individuale; il controllo sanitario; l’informazione e la formazione dei lavoratori e dei dirigenti; l’informazione e la formazione dei
Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; l’adozione delle buone prassi; la pianificazione di misure di emergenza; e la manutenzione regolare dei dispositivi di sicurezza.
I costi di queste misure non devono mai ricadere sui lavoratori.

Obblighi per il datore di lavoro
Molteplici gli adempimenti che dovranno effettua ogni titolare d’azienda. Oltre alla valutazione dei rischi e alla stesura del relativo documento, sia nelle normali attività lavoratori
che di appalto e subappalto, dovrà anche nominare il responsabile del servizio di prevenzione e il medico competente. Spetterà a lui, inoltre, individuare i lavoratori incaricati
al servizio di emergenza e prevenzione incendi, di salvataggio e primo soccorso, ai quali devono essere forniti i dispositivi di protezione individuale. Il datore di lavoro sarà
responsabile dell’osservanza da parte dei lavoratori di tutte le misure previste dalle norme in vigore e dovrà informare in tempo reale i lavoratori in caso di pericolo grave e
immediato. Sarà anche suo compito munire tutti i lavoratori di una tessera di riconoscimento anche per quelli che lavorano nelle ditte in appalto e subappalto.

Le sanzioni
È previsto l’arresto da quattro a otto mesi o l’ammenda da 5.000 a 15.000 euro per il datore di lavoro nei casi in cui non sia stata effettuata la valutazione dei rischi e nel caso in
cui non sia stato preparato l’apposito documento.
Per quanto riguarda gli incidenti gravi, quelli con morti o feriti, nel caso in cui si riscontri una responsabilità dell’azienda è prevista una sanzione fino a 1 milione e 500
mila euro e l’imputazione penale di omicidio colposo o lesioni. Oltre a questo anche la sospensione dell’attività, l’interdizione della collaborazione con le Pubbliche amministrazioni e
il divieto di partecipare ad appalti pubblici.

Gli Rls
Le nuove norme stabiliscono che in ogni azienda, a prescindere dal numero dei dipendenti, possano essere nominati dei rappresentati dei lavoratori per la sicurezza, che avranno specifiche
funzioni e compiti. In questo modo ai lavoratori è stata data la possibilità di avere una rappresentanza che vigili sulla corretta applicazione delle norme sulla sicurezza.

Libretto sanitario
Riguarda il rischio personale per ogni lavoratore e seguirà l’intera vita lavorativa, anche quando si cambierà lavoro o mansione. I dati dovranno essere annualmente comunicati al
Servizio Sanitario Nazionale per il tramite della Asl. Sarà così possibile avere a disposizione una informazione epidemiologica per milioni da lavoratrici e lavoratori sottoposti
a visite mediche professionali. È stato anche confermato l’obbligo per le Aziende di tenere un registro dei lavoratori esposti ad agenti cancerogeni

La moratoria
Il Consiglio dei ministri ha accolto alcune osservazioni delle commissioni Lavoro e Giustizia della Camera e del Senato. Gli onorevoli, consci di quanto
potessero gravare le nuove disposizioni sulle aziende, avevano proposto una moratoria di tre mesi sull’entrata in vigore dell’articolo 17 della legge delega: quello sulla valutazione dei rischi
e gli elementi normativi ad esso collegati. La disponibilità del governo su questo punto è stata confermata ed è stata approvata la posticipazione. Altre norme che
subiranno una posticipazione sono quelle sull’elettrosmog che, come stabilito dalla direttiva comunitaria 2004/40/Ce, entreranno in vigore il 30 aprile 2008.

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