Il Festival delle Marche e dell’ottimismo consapevole
21 Marzo 2013
Organizzata dal Comune di Fermo, presso il quartiere fieristico Fermo Forum, dal 16 al 18 Marzo, in collaborazione con un pool di entità marchigiane, Tipicità ha riproposto
per la ventunesima edizione, la festa del gusto nelle Marche.
Molto soddisfatto il patron Angelo Serri “Questa edizione sta andando al di là delle più rosee aspettative, anche se sembra una frase fatta. Non immaginavamo soprattutto in questo
momento difficile ci fosse una risposta così forte da parte del pubblico, di espositori, testimonial e personaggi come Giovanni Morandi, Diego e Andrea Della Valle, giornalisti come
Fabrizio Gatta, Alberto Mina, il critico d’arte Philippe Daverio, due grandi chef Fulvio Pierangelini e Gabriele Ferron, oltre a Sven Jaeger Hansen e Luigi Pero, chef della Svezia e del
Monferrato, ospiti di questa edizione.
La grande novità di quest’anno birritaly il festival della birra agricola. Il messaggio più importante di questa edizione è sicuramente quello dell’ottimismo e
ne abbiamo bisogno. Per rinascere e per ripartire dobbiamo avere questo ottimismo consapevole: ovvero sapere che nel mezzo della tempesta della crisi, ci sono realtà che stanno reggendo e
mantenendo posizioni e in alcuni casi stanno incrementando guadagni reinventandosi con grande creatività e percorrendo nuove strade.
Come sempre il cibo e il vino sono gli ambasciatori e identità del nostro territorio e trascinano tutte le altre produzioni tipiche del saper fare marchigiano, oltre le icone del nostro
fashion, dell’artigianato, degli argenti, del tessile, della fisarmonica e così via…
Quel che è importante ribadire che gli stand non sono importanti in Tipicità e rappresentano solo un corollario poiché Tipicità è un festival e quest’anno ha
pienamente raggiunto questo traguardo con ben settantatre eventi in tre giorni, partecipati dal pubblico in maniera straordinaria, dove si degusta, si presenta, si dibatte, si parla di cultura,
tutte cose che insieme fanno grande il prodotto Marche e il prodotto Italia”.
Soddisfazione per Tipicità 2013 anche dal governatore Gian Mario Spacca che ha particolarmente apprezzato l’area investita dal Comune di Fermo e ha ribadito che in un momento di grande
difficoltà le Marche stanno reagendo bene e tanto bisogna sostenere il connubio tra economia e cultura, economia ed esportazione delle nostre eccellenze, ma soprattutto la nostra
capacità di lavoro: “Abbiamo una agricoltura di qualità, di eccellenze che ci proietta sui mercati internazionali” ha ribadito Spacca, “proponendo una grande capacità di
lavoro dell’agro alimentare marchigiano, dobbiamo saper valorizzare ulteriormente questa capacità, credo che Tipicità sia la vetrina ideale per promuovere i prodotti della nostra
terra collegandola al territorio, alla nostra civiltà, al paesaggio e alla bellezza delle Marche, quindi è importante far crescere sempre di più questa manifestazione. Il
senso della fiera è ormai questa, non è più specialistica in cui si fanno soltanto compravendite e ordini, ma anche momenti importanti di incontro e di riflessioni per
recuperare l’ottimismo contro il pessimismo, la negatività che caratterizza i nostri giorni, ma con i quali non andiamo da nessuna parte, dobbiamo essere ottimisti come è lo
slogan di questa fiera e la consapevolezza nasce dal sentire nel cuore la forza morale delle Marche e dei suoi imprenditori e della nostra tradizione ed economia, non ci resta che
interpretarla, capirla bene e proiettarla nel futuro.”
Il Presidente della Provincia di Ascoli Piceno Piero Celani è ottimista, poiché: “Abbiamo degli asset che possiamo presentare sul palcoscenico internazionali molto forti. La
nostra forza non è solo paesaggistica, di fashion e altro, ma molto importante anche il settore gastronomico. Tutti insieme queste qualità devono rappresentare un unicum da poter
vendere verso l’esterno come prodotto territorio. Sono sempre più convinto che dobbiamo fare più vetrina del prodotto-territorio, al cui interno ci sono gli asset.
Le Marche sono terra per molti ancora un po’ sconosciuta, per troppo tempo siamo rimasti ai margini dalle grandi vie di comunicazioni strutturali e anche quelle della comunicazione, fatta
attraverso i media. Noi oggi questo gup lo stiamo superando e paradossalmente può diventare anche un grosso vantaggio. Mentre molte altre regioni non hanno più niente da
dire… noi si, e molto.
Per la provincia di Ascoli Piceno, noi stiamo mettendo in comunicazione le grandi autostrade del turismo di massa balneare con i “viottoli” dell’entroterra, perché noi vogliamo ripartire
proprio dal nostro entroterra, la nostra cultura, la nostra architettura, il mistero e i nostri asset eno-gastronomici. Per esempio uno dei progetti fondamentali che ormai è una
realtà è il Festival Dell’Appennino, il turismo di scoperta, una delle grandi iniziative che abbiamo messo in campo, mettendo in evidenza e in rete i piccoli borghi
dell’entroterra che straordinariamente mostrano un’accoglienza incredibile ai visitatori.
In particolare nel piceno la nostra ospitalità è insuperabile. Diego e Andrea Della Valle hanno puntato l’attenzione sull’importanza del connubio tra impresa e cultura e sulla
comunicazione, ovvero far sapere chi siamo e quali sono le nostre potenzialità: “La comunicazione è sempre stato il tallone d’Achille della nostra regione, dobbiamo migliorare
tutti, diventando un po’ più collaborativi tra le piccole e medio aziende e macro. Anche noi dopo tanti anni di sacrifici siamo riusciti seminando come tutti ad avere questa
realtà internazionale, indubbiamente se il marchio Tod’s, ma anche altre aziende eccellenti, potranno esser utili ad altre aziende e fare da triner, noi ci saremo.
Il critico d’arte marchigiano Walter Scotucci ha posto attenzione proprio al fatto che le Marche sono la terra più longeva d’Italia: “Le Marche sono una regione operosa, con grandi
eccellenze, grandi industrie, grandi idee, cultura, siamo riservati e decisamente quel salto di qualità che tutti auspicano l’abbiamo fatto, la sopravvivenza per gli uomini, in media,
è la più lunga d’Europa, sembra che solo una piccola regione della Francia ci supera, anche se di poco. Quindi noi sappiamo, conosciamo e siamo gelosi di farlo sapere agli
altri… e forse è questo il segreto dell’esser più longevi, noi lo conosciamo e ne custodiamo il segreto. Poi per quanto riguarda le tipicità, noi siamo un laboratorio
di sperimentazione sociale perché siamo tante identità diverse a stretto contatto tra di loro e questo ci permette di scontrarci, di confrontarci, di migliorarci e tutto
ciò ci rende un luogo unico al mondo. Le Marche sono un territorio dove i colori si mescolano e non esistono culture dominanti come per esempio Venezia, Firenze o Roma, ma le culture
romane, toscane e anche venete, si amalgamano tutte nella nostra regione per fare una tavolozza policroma unica…”
Giuliana Poli
Newsfood.com





