Il Consorzio del Pecorino Toscano DOP: “Difendere la qualità del sistema lattiero caseario italiano e più trasparenza”

Il Consorzio del Pecorino Toscano DOP: “Difendere la qualità del sistema lattiero caseario italiano e più trasparenza”
Carlo Santarelli

Carlo Santarelli

Difendere la qualità del sistema lattiero caseario italiano e la trasparenza delle informazioni da dare ai consumatori. E’ questo l’appello lanciato da Carlo Santarelli e Andrea Righini, rispettivamente presidente e direttore del Consorzio del Pecorino Toscano DOP.

La richiesta, rivolta al Governo, nasce dalla decisione dell’Unione europea di cancellare la norma italiana, la legge n.138 dell’11 aprile 1974, sul divieto di detenzione e utilizzo di latte in polvere per la fabbricazione dei prodotti lattiero caseari. Una decisione definita da Santarelli e Righini “sconcertante”.

“Il Pecorino Toscano e gli altri formaggi a marchio DOP – affermano Righini e Santarelli – non sono direttamente interessati alla vicenda, ma questo non esime il governo da una battaglia che va combattuta per difendere la qualità del sistema lattiero caseario e il diritto dei consumatori ad un’informazione chiara e trasparente”.

Andrea Righini

Andrea Righini

Proprio a questo proposito, presidente e direttore del Consorzio sottolineano: “Troppo spesso i consumatori si trovano ad acquistare prodotti che apparentemente sono indicati come italiani, ma le cui materie prime provengono dall’estero o addirittura tutta la produzione viene svolta fuori dall’Italia. Per questo c’è bisogno che nelle etichette sia specificata e inserita l’indicazione di origine del prodotto”.

In questo senso la DOP, conseguita dal Pecorino Toscano nel 1996, rappresenta una garanzia per il consumatore riguardo all’eccellenza delle materie e dei procedimenti di produzione. “Da anni chiediamo alle istituzioni europee – concludono Righini e Santarelli – di lavorare di più per la trasparenza delle informazioni nelle etichette dei prodotti, la difesa della qualità delle produzioni e la salute dei cittadini”. Ora, dopo la decisione dell’Ue sul latte in polvere, l’impegno per la tutela del Made in Italy dovrà rafforzarsi ancora di più.

Chiara Danielli
Redazione Newsfood.com

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