Il 60esimo Festival della canzone “assaggia” la cucina piemontese
18 Febbraio 2010
Cinque serate all’insegna del gusto con diversi menu, ma tutti dal sapore piemontese.
Fin dalla prima sera del 60esimo Festival della Canzone Italiana, la Promoshow snc con la collaborazione del Consorzio dell’Asti, offre un buffet ai giornalisti accreditati presso la sala
stampa Ariston Roof, una pausa all’insegna del gusto e della qualità.
Dalle ore 19,30 e fino alle ore 20,30, in sala si forma una lunga coda per assaggiare le delizie proposte nella serata.
Gli operatori, i giornalisti e fotografi si staccano dai loro computer per concedersi un momento di relax con le specialità, in attesa che inizi la diretta dal Teatro Ariston, che si
trova proprio al piano di sotto.
Ogni sera un menu diverso ma essenzialmente piemontese come quello riportato di seguito.
Filetto di maiale profumato al tartufo, oppure alle erbe di Fist’s Filet di Montaldo Primo Neviglie (Cn),
salame profumato al vino Barolo di Fist’s Filet di Montaldo Primo Neviglie (Cn),
salame di “Giora” di Carmagnola (To),
peperoni in agrodolce di Carmagnola (To),
agnolotti al plin di arrosto e verdure al burro di salvia di la Cucina delle Langhe – Dogliani (Cn,
Raschera di alpeggio con miele d’acacia di Apicoltura Boetti di Mondovì (Cn,
Grissini rubatà de La Bottega del pane di Carmagnola (To),
Amaretti del Sassello – La sassellese Savona,
Langhe Rosso della Cantina Produttori di Govone (Cn),
Asti Spumante, Consorzio dell’Asti di Isola d’Asti (At).
Il piatto forte sono gli agnolotti “Plin” e ne vale la pena di farlo conoscere meglio attraverso la sua storia.
La Cucina delle Langhe, nasce dalla passione di mamma Maria per il gusto, la raffinatezza, la semplicità e la genuinità della tradizione della cucina langarola.
Il “Plin” o pizzico, ha una forma piccola ed irregolare e dalla sfoglia molto sottile.
Il ripieno morbido e gustoso è ottenuto dalla lavorazione di arrosti di carne piemontese con verdure di ottima qualità.
Ad ogni persona appartengono dei “sapori e dei gusti di eccellenze”, ricevuti dalla cucina della mamma, della nonna o della zia.
Sapori che sono inconfondibili nel senso che entrano nel cervello, passando per la bocca e rimanegono nel cuore.
I “Plin” si fanno apprezzare e ricordare.
In questa occasione del Festival, sicuramente rimarranno nel cuore di tutte le persone che li hanno potuti assaggiare, in particolare i numerosi giornalisti stranieri presenti al Festival.
Adriana Cesarò
Newsfood.com





