IDENTITA’ di VINO: Newsletter di Paolo Marchi n. 93 del 07 settembre 2016

IDENTITA’ di VINO: Newsletter di Paolo Marchi n. 93 del 07 settembre 2016

A essere sinceri, non mi hanno mai entusiasmato le divinazioni sull’annata che sarà. Questo sia alle anteprime in inverno, quando mancano anni di invecchiamento, e sia adesso, appena finita la vendemmia. Mi suona come essere certi di scudetto, coppe europee e retrocessioni calcistiche appena chiuso il mercato. Poi tutti in campo e i fatti prendono pieghe e sentieri ben diversi.

Però è importante sapere, grazie alle ipotesi vendemmiali effettuate dall’Unione Italiana Vini e da Ismea, con la collaborazione del Ministero delle politiche agricole, che la quantità torna a sorridere a noi italiani: con una previsione di 48 milioni e mezzo di ettolitri superiamo, tornando leader, la Francia, 43 milioni, e la Spagna, 42,9 milioni.

Primi per quantità, ottimi per qualità, rimane l’eterno problema del valore delle nostre bottiglie come ricordato dal ministro Maurizio Martina: «Ora dobbiamo diventare leader anche per valore. Una sfida alla nostra portata, che vogliamo e dobbiamo vincere insieme ai produttori, continuando a investire su qualità e innovazione. Il Governo fa la sua parte. Nel nostro piano di ricerca per le biotecnologie sostenibili c’è un Focus specifico dedicato alla vite, così come la viticoltura sarà protagonista nella crescita dell’agricoltura di precisione in Italia. Agiamo poi sulla semplificazione per le aziende e sul fronte della promozione e della tutela. Anche sul web. Proprio il 9 settembre il nostro Paese sarà protagonista sulla piattaforma di e-commerce Alibaba in occasione della giornata dedicata al vino. Un segnale importante». Da cogliere con intelligenza. Certi treni non passano ogni mattina e troppo spesso il peggior nemico degli italiani sono gli italiani stessi.

Paolo Marchi

I testi della newsletter sono a cura di Raffaele Foglia

Il Ferrari Brut è campione del mondo

Ferrari Brut

Ferrari Brut

Il Ferrari Brut è miglior bollicina italiana e campione del mondo dei Blanc de Blancs al concorso The Champagne & Sparkling Wine World Championships.

Grandi festeggiamenti a Trento, in casa Ferrari, per la conferma, anche per quest’anno, tra i migliori produttori di bollicine a livello internazionale, una doppietta di premi ottenuti, pochi giorni fa a Londra, al The Champagne & Sparkling Wine World Championships, concorso prestigioso organizzato da Tom Stevenson. I premi speciali sono: World Champion Classic Blanc de Blancs e Best Italian Sparkling Wine.

Se gli anni passati fu il Ferrari Perlé ed avere proclamato la famiglia Lunelli con il titolo di Sparkling Wine Producer of the Year 2015, quest’anno la giuria ha voluto riconoscere una superiorità assoluta alla versione magnum del Trentodoc perfetto connubio fra Trentino e uve Chardonnay. L’affermazione del Ferrari Brutquale migliore Blanc de Blancs al mondo conferma la filosofia del gruppo concentrandosi, ormai da qualche tempo, sullo Chardonnay. L’intuizione più di un secolo fa del fondatore, Giulio Ferrari di coltivare questo vitigno sulle montagne del Trentino celava la straordinaria vocazione di un terroir assolutamente ideale per questa bollicina.

Cinzia Benzi

A Negrar la migliore cantina sociale

Cantina Valpolicella Negrar

Cantina Valpolicella Negrar

La Germania premia la Valpolicella. Secondo infatti la rivista tedesca Weinwirtschaft, edita dalla casa editrice Meininger, la Cantina Valpolicella Negrar è la miglior cooperativa vitivinicola italiana.

Per la cantina veneta si tratta sicuramente di un importante riconoscimento: nel 2011, in questa particolare classifica stilata a partire dal 2010, si trovava infatti al quinto posto.

Il periodico ha effettuato un test comparativo su un panel di sei vini per cantina, in modo da accertare il livello qualitativo della produzione vinicola delle cooperative italiane partecipanti alla selezione, classifica che non include quelle altoatesine, giudicate a parte e dove in testa c’è la Cantina di Terlano.

Un risultato che riempie di soddisfazione il presidente, Renzo Bighignoli: «Siamo molto orgogliosi del riconoscimento, che premia un lavoro di squadra costruito su forti basi produttive di qualità e condotto ogni giorno in vigna ed in cantina dai nostri 230 soci, insieme a un team di professionisti che ne valorizza le potenzialità. Tutto ciò nella consapevolezza di portare avanti un modello cooperativistico imprenditoriale e innovativo fin dalla nascita, avvenuta 83 anni fa il 23 agosto, quando sei imprenditori della Valpolicellascesero in campo per difendere il territorio da investimenti speculativi, pensando fin da subito di arrivare direttamente al consumatore con il prodotto imbottigliato, cinquant’anni prima di quanto fecero le altre cantine sociali d’Italia».

Moscato di Scanzo, una festa Docg

 Festa del Moscato di Scanzo

Festa del Moscato di Scanzo

Quattro giorni per poter assaporare il Moscato di Scanzo, una vera perla dell’enologia italiana. Ma anche per conoscere le tradizioni, far divertire i bambini, assaggiare i sapori del tradizioni e – non guasta – ascoltare buona musica e assistere a incontri e spettacoli.

Un programma ricchissimo, quello della Festa del Moscato di Scanzo, giunta alla sua 11esima edizione, e che si terrà dall’8 all’11 settembre, con un forte legame con le istituzioni del territorio, ma anche con Ea(s)t Lombardy 2017- European Region of Gastronomy, con Slow Food e con il Biodistretto locale.

Il protagonista della manifestazione è lui: il Moscato di Scanzo, il pregiato passito Docg (l’unica della Bergamasca e la più piccola d’Italia), che si presenterà attraverso un suggestivo percorso nell’affascinante borgo storico di Rosciate, nel comune di Scanzorosciate in provincia di Bergamo, a tutti i visitatori che verranno a scoprire questo prezioso gioiello color rosso rubino. I produttori associati alla Strada del Moscato(che organizza la manifestazione), proporranno in degustazione il passito, oltre ad altri vini, miele, olio, formaggi, prodotti da forno ed il nuovo gelato artigianale al Moscato di Scanzo, tutti provenienti dalle colline scanzesi.

Ma il programma, come detto, è molto ricco: ci saranno per esempio Showcooking, in particolare con gli chef della Nazionale Italiana Cuochi, Francesco Gotti e Gaetano Ragunì, che proporranno ricette dedicate a ERG (Regione Europea della Gastronomia) e nello specifico alla Lombardia orientale con prodotti provenienti dalle quattro province appartenenti (Bergamo, Brescia, Cremona, Mantova). E ancora laboratori del gusto, iniziative per i bambini, spuntini a chilometro zero, la gara di corsa Moscato di Scanzo trail, musica e spettacoli.

Il programma completo sul sito internet della manifestazione, cliccando qui.

Villa Bucci, le emozioni del Verdicchio

Villa Bucci

Villa Bucci

Incontrare il professor Ampelio Bucci è sempre illuminante, un uomo d’altri tempi, per stile, gentilezza, cultura che trasferisce, da sempre, nei suoi vini.

Pur non curandosi dei giudizi pone l’accento sui pareri del pianeta vino, e non solo, un’intelligenza emotiva davvero unica, proprio come il suo Verdicchio.

L’enologo Giorgio Grai, oggi ottantaseienne, destina con maestria e professionalità il blend di Verdicchioperfetto delle sue botti grandi permettendoci di degustare vini senza tempo, bianchi straordinariamente “freschi” pur con impresso in etichetta il millesimo 1993. Se il Verdicchio marchigiano è uno dei vini bianchi italiani più premiati è merito di un perfetto terroir.

Villa Bucci con il suo Verdicchio dei Castelli di Jesi ha vigneti piantati, da quasi mezzo secolo, in più comuni del disciplinare: da Ostra Vetere a Serra de’ Conti passando per Montecarotto. Ognuno con caratteristiche diverse con un elemento segnatamente imprescindibile il rispetto della natura: armonicamente il passaggio del tempo, prima in vigna e poi in cantina, crea vini dallo stile inconfondibile. Pulizia impeccabile e bouquet complesso celano una spiccata personalità, ecco la filosofia di Villa Bucci immutata nel tempo.

CB

Rocche Costamagna e il ritorno alle Langhe

Rocche Costamagna

Rocche Costamagna

Ritorno nelle Langhe. Ritorno alla terra. Ritorno al Barolo. Così si potrebbe sintetizzare la storia di Alessandro Locatelli, attuale titolare dell’azienda Rocche Costamagna, di La Morra, nella frazione dell’Annunziata. «Fino agli anni ’60 l’azienda non era molto sfruttata – spiega Locatelli – Tanto che l’uva veniva venduta ad altre aziende per la vinificazione. Anni fa, poi, mia bisnonna ha dato l’azienda in mano a mia mamma, ma solo a un patto: che tornasse a vivere a La Morra. E così fece».

Si tratta comunque di un’azienda storica, visto che la prima licenza per la produzione vitivinicola risale addirittura al 1941. «Il 15 maggio 1841 l’ufficio di Polizia del Regio Comando Militare della città e provincia di Alba concedeva a Luigi Costamagna, figlio di Francesco Antonio, il permesso “per commercio di vino al minuto, per il vino prodotto dalle uve dei suoi vigneti”».

I vini sono interessanti. Il Barolo Docg 2012 è un ottimo approccio iniziale con questa azienda, mentre il Barolo Rocche dell’Annunziata 2012 ha sicuramente un potenziale maggiore. Il Barolo Riserva 2010 è una piccola chicca, con un’ottima espressione olfattiva.

Bottiglie Aperte con 150 aziende

Bottiglie Aperte

Bottiglie Aperte

Di vini da assaggiare ce ne saranno davvero tanti. E di tutte le zona d’Italia. Saranno oltre 150 le aziende vitivinicole che parteciperanno a Bottiglie Aperte, edizione 2016, che si terrà a Milano dall’1 al 3 ottobre. La manifestazione è ormai alle porte e sulla pagina Facebook della stessa manifestazione è possibile rimanere aggiornati sulle aziende che saranno presenti al Palazzo delle Stelline di Milano, per l’appuntamento organizzato da Blend Srl e Aliante Business Solution, con la direzione di Federico Gordini.

La volontà degli organizzatori è quella di riuscire a portare a Bottiglie Aperte l’eccellenza italiana, per quello che è diventato, dal 2012 a oggi, un appuntamento apprezzato soprattutto dagli operatori del settore enologico, che hanno modo di confrontarsi e concentrarsi sulle aziende presenti. «Se Verona è la capitale fieristica del vino – evidenziano gli organizzatori – Milano è senza dubbio la piazza più importante dal punto div ista commerciale, barometro delle vendite e termometro delle tendenze di consumo a livello nazionale».

I biglietti possono essere acquistati online, tramite il circuito Ticketone.it: per i clienti del circuito Horeca è possibile effettuare l’accredito sul sito della manifestazione. Tutte le informazioni sono disponibili su https://www.cormachsrl.com/.

Bacco, Baccalà e tanta allegria

Bacco e Baccalà

Bacco e Baccalà

Il titolo già dice tutto: Bacco e Baccalà. Cioè come abbinare uno dei piatti più rappresentativi della tradizione vicentina agli stessi vini della provincia veneta. E anche con bottiglie di altre regioni.

Per capire come questo connubio possa funzionare, basterà attendere domenica 18 settembre, visto che a Villa Sesso Schiavo di Sandrigo (Vicenza) tornerà proprio la manifestazione Bacco & Baccalà, il banco d’assaggio organizzato da Ais Veneto e Pro Sandrigo nell’ambito della 29esima Festa del Bacalà alla Vicentina.

Oltre a Vespaiolo, Durello e Tai Rosso, gli autoctoni locali che da sempre si contendono lo scettro di miglior abbinamento territoriale, troveranno spazio raffinate bollicine, vini bianchi di buona struttura e rossi di medio corpo, tutti candidati all’abbinamento con il celebre piatto tradizionale. Quaranta le aziende presenti, di cui alcune estere, con 150 etichette in mescita. In programma anche una degustazione guidata di tre abbinamenti insoliti, prenotabile all’ingresso.

Bacco & Baccalà sarà aperto dalle 14.30 alle 20 e oltre alle sale della villa cinquecentesca, i visitatori potranno contare sugli spazi del grande parco circostante. Ad ogni ora si potrà degustare un piatto a base di baccalà. Durante il pomeriggio la Venerabile Confraternità del Bacalà e il Gruppo Ristoratori del Bacalàproporranno una dimostrazione su come si prepara il Bacalà alla Vicentina.

Biglietto a 20 euro, fino ad esaurimento posti. Tutte le informazioni sul sito del Baccalà alla vicentina.

Brandisio 2012, il Primitivo di Oreste Tombolini

Primitivo di Oreste Tombolini

Primitivo di Oreste Tombolini

A me fa sempre tanto piacere accomodarmi a tavola al Malcandrino di Monteroni, telefono +39.342.3124240, poco fuori Lecce in direzione Porto Cesareo, perché Alfredo De Luca è un vero cuoco e Sabrina Nuzzo (nella foto) ha sempre vini poco noti da suggerire all’ospite curioso. L’ultima volta, settimana scorsa, eccola parlarmi del Brandisio 2012, il Primitivo di Oreste Tombolini, vitivinicultore a Carosino, tra Manduria, Sava e Taranto, telefono +39.348.6019139, e-mail oscartango@libero.it.

Vino potente, da inchiodarti a tavola, gradi 16,4: «Il Brandisio è ottenuto esclusivamente dalle uve dei vigneti di mia proprietà che hanno circa quarant’anni e si trovano sull’unica collina del Primitivo di Manduria. Non è un vino omologato e ha caratteristiche organolettiche ben marcate e peculiari, il risultato delle interazioni fra clima, territorio e piante, coltivate ad alberello. Interazioni che lo caratterizzano in ogni annata che non sarà quindi mai identica alla precedente. La coltivazione delle vigne è condotta senza l’ausilio di concimi e secondo concetti di agricoltura naturale che vanno oltre il biologico. L’uva è raccolta manualmente in modo da portare in cantina solo uva matura e sana, accorgimento fondamentale per produrre vino di qualità».

I lieviti sono esclusivamente autoctoni e l’affinamento, in barriques di rovere francese, durata per l’annata 2012 dodici mesi, è esaltato dalla risonanza acustica data da bravi di canto gregoriano. Vino non filtrato, va servito ricorrendo a un colino, altrimenti i depositi finiscono nel bicchiere. Davvero un grande piacere degustarlo.

pm

Grapperie Aperte e… dolcissime

Grapperie Aperte

Grapperie Aperte

Il distillato italiano d’eccellenza incontra la pasticceria. È infatti questo il tema della tredicesima edizione di Grapperie Aperte, la manifestazione organizzata dall’Istituto Nazionale Grappa e che si terrà in varie aziende di produzione domenica 2 ottobre.

Di certo è un’occasione da non perdere per gli appassionati, che avranno la possibilità di andare a scoprire i segreti delle varie fasi produttive, e di assaggiare anche le varie produzioni italiane nelle diverse varianti. «Perché – come spiegano gli organizzatori dell’Istituto Nazionale Grappa – in ogni goccia c’è una passione, una artigianalità e una storia personale che merita di essere raccontata».

«Si tratta di un momento importante di promozione e valorizzazione del prodotto grappa – afferma il presidente dell’Istituto Nazionale Grappa Elvio Bonollo – a cui i nostri associati hanno sempre risposto positivamente, ripagati dall’ampio interesse manifestato dai visitatori di queste giornate. Finora l’assaggio dei distillati è sempre stato il fulcro delle attività proposte, ma quest’anno abbiamo voluto andare oltre e rendere ancora più coinvolgente l’esperienza in distilleria, impostando un format in cui la grappa è protagonista come sempre, ma affiancata da prodotti di pasticceria tipica delle regioni di riferimento, presentati in abbinamento per esaltare ancora di più la territorialità di ciascun distillato».

Programma, con i vari appuntamenti tra degustazioni e laboratori, e mappa delle distillerie sul sito dell’Istituto Nazionale Grappa.

La Sicilia è l’isola del Tesolio

L’Isola del Tesolio

L’Isola del Tesolio

Appuntamento a Palermo, dal 16 al 18 settembre, per L’Isola del Tesolio, manifestazione interamente dedicata all’olio extra vergine di oliva siciliano, organizzata e promossa dal CO.FI.OL. (Consorzio della Filiera Olivicola).

Tre giornate intense in cui produttori, buyer e giornalisti si confronteranno sulle tematiche relative all’importante traguardo raggiunto del riconoscimento dell’Igp Sicilia.

La Sicilia produce circa 50 mila tonnellate all’anno di olio extravergine d’oliva, di queste soltanto il 10% è destinato all’esportazione. Con il riconoscimento del marchio IGP si punta a rilanciare e incrementare la quota export nel prossimo futuro.

La manifestazione è arrivata alla sua decima edizione. Venerdì 16 ci sarà un incontro con alcuni produttori, sabato 17 il convegno “Olio IGP Sicilia e aggregazione di filiera. Una scommessa vincente” che si svolgerà all’Hotel La Torre di Mondello. L’Isola del Tesolio si concluderà domenica 18 settembre con le visite guidate alle aziende della filiera olivicola CO.FI.OL. da parte dei buyer e dei giornalisti.

IDENTITA’ di VINO n. 93 del 07.09.2016
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