I single spingono i piatti pronti e mini porzioni
15 Febbraio 2008
Dai circa 7 milioni di single è venuto un importante contributo al boom delle vendite di mini porzioni e piatti pronti con le verdure in sacchetto che fanno registrare un aumento negli
acquisti familiari del 4,2 per cento nel 2007, in netta controtendenza rispetto al consumo di verdure in generale (-2,6 per cento).
E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti divulgata nel giorno di San Faustino, eletto da tempo a protettore dei battitori liberi.
Secondo l’Istat le famiglie italiane con un singolo componente sono 5.977mila oltre un quarto del totale (26,1 per cento) e negli ultimi anni tendono ad aumentare con tassi superiori al 5 per
cento. Destinano in media alla spesa mensile 1.614 euro dei quali un terzo dedicato all’abitazione (33.6 per cento), ma ben il 18, 5 per cento all’alimentazione. Si tratta infatti – sostiene la
Coldiretti – di un segmento di popolazione con uno stile di vita attento a risparmiare tempo a favore del lavoro e soprattutto dello svago, senza rinunciare però al consumo di prodotti
freschi, indispensabili per la buona alimentazione e la salute.
I comportamenti di acquisto dei single hanno spinto il consumo di verdura e frutta pronto uso che ha superato – stima la Coldiretti – oltre 40 milioni di chili per una spesa di 350 milioni di
euro per soli acquisti casalinghi e sono stati anche per questo inseriti recentemente nel paniere Istat sull’andamento dei prezzi. Ma si moltiplicano anche piatti pronti come la pasta precotta
con condimento aggiunto per micronde o i sughi monoporzione da 80 grammi e quelli con servizi aggiunto con il boom dei salumi già affettati, i cubetti di pancetta e il formaggio
grattugiato per una carbonara express, le carote julienne e la pizza surgelata
E l’innovazione di mercato per i single riguarda anche le porzioni con l’arrivo sul mercato – sottolinea la Coldiretti – delle baby angurie da 2 a 2,5 chilogrammi invece delle classiche da 10
chili, il Parmigiano Reggiano in piccoli involucri da 25 grammi, le uova in confezioni da due o da quattro al posto della classica dozzina e i vassoi misti con frutti o ortaggi differenti, ad
esempio una mela, una pera ed un kiwi, studiati proprio per le famiglie monocomponente.
Ma tutto questo ha un costo con la spesa alimentare che raggiunge valori record per i single come nel caso della verdura in sacchetto pronta per l’uso il cui prezzo è mediamente di poco
superiore a 8 euro al chilo, quasi sei volte maggiore rispetto a quello dello stesso prodotto venduto sfuso. Ad incrementare la spesa alimentare – conclude la Coldiretti – è soprattutto
l’elevata incidenza degli sprechi perché il single, pur armato di scatole sempre più piccole, prodotti a servizio aggiunto, forno a microonde, si dimentica sempre in fondo al
frigorifero la confezione di latte aperto, la mozzarella, la confezione di insalata aperta, i tortelloni iniziati, tutto inesorabilmente destinato a finire nella pattumiera.




