I sette punti di Confagricoltura

Sette punti programmatici per rilanciare il settore agricolo del Paese, dal forum ‘Futuro fertile’, nella splendida cornice della città di Taormina, Confagricoltura propone uno schema
affinché il settore primario entri di diritto nell’agenda politica.

«Confagricoltura è consapevole del ruolo che la vera impresa può e deve esercitare in Italia – ha detto il presidente Federico Vecchioni – e per questo richiama la politica
alle sue responsabilità e rimarca l’esigenza che le decisioni che riguardano l’agroalimentare occupino un posto di rilievo nell’agenda del Governo».

Gli strumenti che l’associazione imprenditoriale propone vedono al primo posto la stabilità fiscale, in particolar modo circa le scadenze delle norme – che si presenteranno l’anno
venturo – riguardanti le aliquote ridotte per l’Irap, gli acquisti dei terreni e l’impiego di carburante agricolo. Accanto alla stabilizzazione fiscale Confagri indica la necessità di
continuare sulla strada della semplificazione riguardo le politiche del lavoro, tenendo ferma la lotta al lavoro irregolare e sommerso, offrendo adeguate opportunità di formazione
professionale ed estendendo il regime per i lavori occasionali (voucher), introdotto solo per le vendemmie, a tutte le attività lavorative stagionali. Così come semplificazione
viene chiesta anche riguardo gli adempimenti burocratici che ciascuna azienda è chiamata a svolgere. Elementi essenziali per la crescita delle imprese vengono indicati in ricerca ed
innovazione, superando lo scoglio relativo alle biotecnologie e facendone terreno di confronto tecnico-scientifico. Il quinto punto indicato da Confagri riguarda la politica energetica.

Lo sviluppo dell’uso delle fonti rinnovabili va incentivato, sia per gli effetti produttivi diretti, sia per l’impatto sull’ambiente. Oltre alla definizione di strumenti agevolati, efficaci e
mirati alla realtà del settore, l’Associazione punta sul completamento del quadro normativo affinché esso sia concretamente applicabile. Sul problema delle risorse idriche le idee
sono altrettanto chiare: occorre un piano di opere irrigue, con la creazione di nuovi invasi; il rinnovamento dei sistemi irrigui; la pianificazione dell’utilizzo delle risorse ed adeguati
sistemi di supporto per valutare i fabbisogni. Ultimo punto indicato da Confagri, non certo per importanza, è quello relativo alla sicurezza. Le imprese agricole, particolarmente nel
Mezzogiorno, sono esposte più di altre alle intimidazioni e alle violenze della malavita, senza un’adeguata possibilità di prevenzione e di contrasto. Per lo sviluppo di imprese
sane e competitive è necessaria, dunque, una capillare presenza sul territorio delle forze dell’ordine, supportate dalle più sofisticate tecnologie di controllo satellitare.

Antonella De Marco

Leggi Anche
Scrivi un commento