I nuovi strumenti per la dimensione competitiva dell'impresa

L’impresa agricola moderna, che aumenta la propria dimensione economica, che investe, diversifica, si specializza, che guarda con interesse a logiche di espansione sui mercati esteri, ha e deve
avere attenzione sui temi del credito.

«La finanza di impresa – sostiene Confagricoltura – oggi indispensabile per ogni tipo di attività, sta diventando sempre più importante anche per il settore agricolo,
così come diventa fondamentale un sistema assicurativo in grado di offrire servizi qualificati, adeguati alle nuove realtà aziendali».

Inizialmente, parlando di agricoltura e finanza, si guardava soprattutto al settore vitivinicolo, ma questo legame è sempre più forte in tutto il comparto agricolo, come
testimonia l’esperienza del Gruppo Ciccolella Spa, leader mondiale del florovivaismo. Che ha adottato tutti gli strumenti evoluti del corporate finance, con le notevoli operazioni di
fusioni ed acquisizioni, anche su scala internazionale, sino all’approdo in Borsa.

Sono comparsi prodotti «derivati» di varia natura con cui il mondo agricolo ha imparato a convivere: ormai le quotazioni delle materie prime agricole, mercati su
scala mondiale, sono basate sui futures ed iniziano a comparire i primi prodotti finanziari che puntano sul mercato azionario delle imprese dedite al settore agricolo: aziende di
produzione primaria, ma anche di produzione dei mezzi tecnici, attrezzature, prodotti zootecnici etc.

L’aggregazione, fisica ed economica, ha consentito di migliorare la concentrazione delle produzioni: ormai il 27% delle imprese, su un totale di 1,8 milioni,
rappresentano il 66% della produzione
ed il 71% del valore aggiunto, con una occupazione del 90% del lavoro dipendente. E oggi siamo di fronte ad un’agricoltura sempre
più specializzata, che ha bisogno di strumenti mirati e innovativi, come testimonia l’incremento del ricorso ai finanziamenti: dagli ultimi dati sul credito (settembre
2007), gli impieghi creditizi per l’agricoltura hanno superato i 35 miliardi di euro, con un trend in aumento del 6,4 % rispetto al medesimo periodo del 2006.

E, segno che si investe guardando al domani, sono aumentati anche gli impieghi a medio e lungo termine: ogni 100 euro impiegate in operazioni di medio e lungo periodo, ci sono
meno di 50 a breve termine.

Ma ci sono ancora, a parere di Confagricoltura, degli aspetti da migliorare nel rapporto tra banche e imprese agricole. Finora la concessione di finanziamenti
si è basata su garanzie legate al patrimonio fondiario più che alla potenzialità del reddito, cosa che rischia di acuirsi con l’applicazione del «Basilea 2».
Mancano spesso competenze specifiche in molti istituti bancari nelle sedi territoriali, soprattutto se agricole. Le recenti aggregazioni di grandi gruppi bancari devono
tradursi in più servizi e prodotti per le imprese.

«Su questo tema si può e si deve intervenire – sostiene Confagricoltura -. Prima di tutto dialogando con gli istituti di credito per far comprendere il cambiamento in atto nel
mondo agricolo e le nuove esigenze delle imprese. Di contro, le aziende dovranno attrezzarsi per presentare in modo chiaro i propri aspetti patrimoniali, economici e
finanziari

In questa direzione Confagricoltura sta lavorando anche con il mondo del credito, soprattutto in sostegno di quelle aziende che non redigono il bilancio. L’Organizzazione degli imprenditori
agricoli è dell’avviso che nell’ambito dell’Organismo Italiano di Contabilità (OIC), possa essere definito un principio contabile ad hoc per il settore agricolo,
che possa essere utilizzato per fornire informazioni a banche ed enti pubblici con criteri omogenei, in grado di garantire una flessibilità che tenga conto delle specificità
territoriali, e che rappresenti, in maniera tecnica, l’identikit dell’azienda.

Un altro aspetto da migliorare è quello delle garanzie sul credito: il Fondo di garanzia dell’Ismea per le imprese agricole è uno strumento importante, ma ha una
dotazione finanziaria esigua (circa 70 milioni di euro).

Servono anche strumenti efficaci di tipo privatistico, come i consorzi fidi, che purtroppo in agricoltura non hanno ancora trovato il successo che, invece, si riscontra in
altri settori produttivi. Confagricoltura sta cercando di percorrere la strada del loro sviluppo e rafforzamento, non escludendo sinergie con altri settori. L’impresa agricola moderna ha
bisogno anche di servizi assicurativi qualificati.

Da un lato, a causa della sempre maggiore concorrenza a cui le imprese agricole sono esposte, vengono meno le garanzie di prezzo e di mercato, dall’altro mancano nuove forme di
intervento per attenuare i rischi commerciali e quelli atmosferici
, anche per la riduzione delle risorse disponibili. Strumenti che invece i produttori dei Paesi concorrenti hanno a
disposizione.

Anche la riforma del Fondo di Solidarietà Nazionale per l’assicurazione agevolata e la regolamentazione dell’assicurazione agevolata contro le calamità naturali,
che allargato il campo delle coperture assicurative e contenuto il costo dei premi, non ha avuto l’impatto auspicato.

A livello comunitario si sta pensando da anni a forme di assicurazione agevolata, a complemento di quelle nazionali, ipotizzando di utilizzare una parte dei fondi prelevati ai produttori
tramite la modulazione.

Si tratta quindi, a parere di Confagricoltura, di fornire servizi assicurativi innovativi al giusto rapporto qualità/prezzo per gli imprenditori. Prevedendo strumenti
specifici, che tengano conto delle sempre più diversificate esigenze delle imprese agricole moderne, non solo nell’ordinamento produttivo (dai cerali alla vite, sino all’agriturismo, ai
servizi ed alle innovative filiere non food), ma anche nella responsabilità civile che si estende a nuove esigenze al rischio per controversie legali, solo per fare due esempi tra tanti.

C’è poi da rendere più efficace ed efficiente l’intervento pubblico legato alle misure in campo assicurativo: dall’agevolazione pubblica per tutte le polizze sui rischi di
mercato; all’esonero di tutte le aziende colpite dal pagamento dei contributi previdenziali; dalla semplificazione delle procedure, alla riduzione dei tempi di pagamento dei contributi pubblici
sulle polizze, anche anticipando gli acconti.

Accordo Confagricoltura – Fata Assicurazioni
Confagricoltura ha già adottato la sua logica di «sindacato di progetto» anche nel campo delle assicurazioni agricole con l’accordo siglato con Fata Assicurazioni, del gruppo
Generali, che è stato e presentato in occasione dell’ultima Fieragricola di Verona, a febbraio 2008.

Strumento operativo dell’accordo è la società della Confederazione «Verde Sicuro», che mette a punto programmi dedicati alle imprese e, attraverso la costituzione di
agenzie territoriali, gestisce la distribuzione di servizi. Gli obiettivi dell’accordo prevedono un ampliamento della rete delle agenzie da 11 a 25 su tutto il territorio nazionale, entro il
2010.

La raccolta dei premi annuali attualmente superiore ai 4 milioni di euro, si prevede che aumenti sino a 15 milioni di euro, sempre entro il 2010. Cifre importanti che dimostrano l’interesse del
settore per questo strumento a patto che esso sia calibrato sulle esigenze degli imprenditori.

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