Himalaya, Nones e Kehrer devono pagare i soccorsi pakistani che li salvarono

 

Sempre meglio che pagare con la vita.

Avranno pensato questo Walter Nones e Simon Kehrer, i due alpisti sopravvissuti alla spedizione sul Nanga Parbat, nel luglio scorso, in cui perse la vita il loro capo-spedizione Karl
Unterkircher.

I due sportivi, però, ci sono rimasti male lo stesso, quando il soccorso pakistano che li recuperò gli ha presentato un conto da 33.500 euro proprio per quel salvataggio.

“Non ci aspettavamo di dover pagare tanto per un soccorso che non avevamo neppure chiesto”, spiegano Walter e Simon.

Agli alpinisti era stato detto di non preoccuparsi, perchè le spese per il soccorso sarebbero state pagate dall’assicurazione e dalla Farnesina. Poi la scoperta:
l’ambasciata italiana a Islamabad appena ha ricevuto il conto l’ha girato ai due alpinisti e l’assicurazione austriaca non paga perchè la scalata alla parete Rakhiot era una
prima assoluta, quindi ad alto rischio.

“Ci sentiamo cittadini di serie B – dicono i due – noi stavamo tentando una vera impresa alpinistica che portava onore al Paese. Pagheremo per non essere additati come quelli che sono
stati salvati con i soldi dei contribuenti italiani”.

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