Filippine: i vescovi aprono al preservativo
16 Luglio 2008
Roma, 16 Luglio 2008. La Chiesa cattolica apre all’uso del preservativo per combattere la diffusione dell’Aids. L’utilizzo del contraccettivo è “consentito” solo tra coniugi, nel
caso in cui uno due sia ammalato di Aids o portatore sano di Hiv e quindi può contagiare l’altro, ma l’apertura avviene nelle Filippine, unico Paese cattolico dell’Asia e
tradizionalmente conservatore.
“E’ sempre preferibile l’astinenza e il rapporto protetto deve essere l’ultima possibilità “, ha detto il portavoce della Conferenza episcopale cattolica (Cbcp), Edwin Carros,
precisando che “la Chiesa continua a censurare l’uso del preservativo e ne permette l’utilizzo solo nel caso in cui serva a salvare una vita, quella della moglie del malato, che ha il diritto
di manifestare amore per il coniuge senza correre il rischio di pregiudicare la propria salute”. Questa settimana la Conferenza episcopale filippina, per la prima volta nella sua storia,
partecipa ad un programma di educazione e sensibilizzazionein tema di Hiv, che prevede un manuale che sarà distribuito nelle scuole.
Meglio tardi che mai, d’altronde ci sono voluti qualche centinaio di anni prima che la Chiesa cattolica accettasse che la Terra fosse uno dei tanti pianeti dell’Universo e che non ne fosse al
centro con il Sole che le ruotava intorno. La speranza è l’ultima a morire!!
Primo Mastrantoni, segretario Aduc




