Grandi vini fioriscono sulle colline moreniche mantovane

La sera precedente l’inizio della manifestazione «Mostra Nazionale dei Vini Passiti e da Meditazione» di Volta Mantovana, la Presidenza de L’Italia del Gusto,l’Associazione di
giornalisti chesi batte per la valorizzazione dell’offerta gastronomico-turistica dei borghi e dei piccoli centri, grazie alla collaborazione con l’Associazione Strada dei Vini e dei Sapori
Mantovani, ha incontrato un gruppo di Produttori (particolarmente dell’Alto Mantovano), e I Presidenti dal Consorzio Provinciale di Tutela Vini Mantovani e del Consorzio di Tutela Vini Colli
Mantovani doc.

L’incontro è avvenuto nel luogo più propizio, cioè a tavola, presso la centenaria trattoria La Pesa, a Castellaro Lagusello (comune di Monzambano), ove Monica e Diego (
titolari anche di Corte Uccellanda),propongono una cucina fatta di piatti tipici tramandati e rivisitati.

Gianni Boselli (Presidente della Strada dei Vini e dei Sapori Mantovani), dando il benvenuto, ha specificato che in questa occasione era sua intenzione presentare specificamente la produzione
dell’Alto Mantovano, poiché quella del Basso Mantovano e particolarmente del Lambrusco Mantovano sarebbe stato oggetto di un altro evento a Viadana.

E’ quindi iniziata la cena, in cui ogni portata era accompagnata da uno o più vini delle Aziende presenti. I giornalisti de L’Italia del Gusto hanno quindi potuto apprezzare la
eccellente produzione delle Colline Moreniche, adeguatamente abbinate alle specialità gastronomiche della zona.

Ad un certo punto il Presidente de L’Italia del Gusto non ha più saputo trattenersi: «Ma se fate vini così buoni, com’è possibile che nessuno vi conosca?».

Questa domanda, così diretta, ha stimolato i produttori presenti,che hanno spiegato come, prima di fare qualsiasi opera di promozione, con grande serietà hanno voluto raggiungere
un buon livello di qualità.

Va ricordato inoltre che la DOC «Garda» , che tutela diverse tipologie di vini bianchi e rossi, è stata riconosciuta solo nel 1996 e comprende anche comuni delle provincie di
Brescia e Verona, mentre quella» Colli Mantovani DOC» , senz’altro più specifica, è del 1997, anche se deriva da una precedente Denominazione del 1976 e riguarda una
sola tipologia di Rosso. All’esperienza dei giornalisti de L’Italia del Gusto le cause della difficoltà commerciale sono subito risultate chiare: non riguardano certo la qualità,
che è apparsa buona in tutti i vini degustati, in alcuni casi addirittura ottima, ma è dovuta soprattutto alla scarsa riconoscibilità di questi vini. Infatti mentre una
DOC, che peraltro riguarda solo vini rossi, accenna esattamente alla zona (Colli Mantovani) ma non conferendole particolare prestigio, l’altra unisce i vini della zona con altri di territori
dotati di maggior prestigio; inoltre la produzione riguarda vitigni internazionali, quindi non specificamente caratterizzati territorialmente.

Non spetta certo ai giornalisti definire strategie di Marketing, ma, limitandoci all’aspetto comunicativo è evidente che sarebbe certo più opportuno scegliere un nome più
specifico e dotato di maggiore appeal. «Colli di Virgilio» potrebbe essere un esempio di denominazione esatta, che fa riferimento ad un personaggio nativo della zona, non solo
universalmente noto ma particolarmente connotato da un amore per la campagna, tanto da spingerlo a scrivere un’opera immortale come le Georgiche.

Il discorso si è poi accentrato sui termini operativi della promozione.La Presidente del Consorzio Vini Colli Mantovani Doc ha proposto innanzi tutto la creazione di un sito e di
dépliants del Consorzio, per iniziare l’opera di caratterizzazione e conoscenza del territorio.Certamente quelli indicati rappresentano gli strumenti basilari per una comunicazione,
tuttavia prima di fare una qualsiasi opera di comunicazione sarebbe necessario chiarire, a sé stessi prima che agli altri, qual è la propria caratteristica e che immagine si vuol
dare.

In particolare è sembrato opportuno ai giornalisti suggerire una decisa azione sinergica con la ristorazione mantovana.

Il turista che viene a Mantova infatti non vuole certo mangiare una fiorentina e neppure un piatto di tagliatelle alla Bolognese, ma vuole assaggiare i » capunsei» di cui magari ha
sentito parlare, oppure i tipici tortelli di zucca, o ancora gli «agnoli» e questi piatti per essere pienamente valorizzati richiedono di essere abbinati con vini locali, proprio
metterne maggiormente in rilievo la tipicità.

I produttori vinicoli potrebbero ottenere quindi l’appoggio dei ristoratori della zona, non tanto per una solidarietà di campanile offerta con degnazione, ma proprio per una completa
valorizzazione della cucina tradizionale offerta dai ristoranti mantovani.

Al termine della cena tutti sono tornati soddisfatti, non solo per l’ottima degustazione di cibi e di vini di qualità, ma anche sentendosi impegnati ad iniziare un percorso
d’informazione comune.

I giornalisti hanno avuto la sensazione di aver individuato una zona di produzione di elevata qualità, certamente destinata ad entrare presto nell’olimpo delle grandi terre da vino, i
produttori perché stimolati da incoraggiamenti e consigli nati dall’esperienza.

Le aziende che hanno partecipato attivamente alla serata sono state : Azienda Agricola Borgo La Caccia (Pozzolengo), Azienda Agricola Bertagna ( Cavriana), Azienda Agricola Cobelli (Bande
Cavriana), Azienda Agricola Agritur Cantina Ca’ Roma (Volta Mantovana), Azienda Agricola Colombara di Cesare e Franco Gozzi (Monzambano), Azienda Agricola Pezzini (Bande Cavriana), Azienda
Agricola Primavera (Cavriana), Azienda Agricola Reale di Gianni e Massimo Boselli (Volta Mantovana), Azienda Agricola Ricchi (Monzambano), Cantina Sociale Colli Morenici Alto Mantovano (Ponti
sul Mincio).

Leggi Anche
Scrivi un commento