Graffiti selvaggi: L’impegno trentennale di Assoedilizia

Graffiti selvaggi: L’impegno trentennale di Assoedilizia

Assoedilizia combatte da trent’anni il fenomeno dei graffiti selvaggi; è stata la prima associazione in Italia ad impegnarsi su questo problema ed ha accumulato una notevole
esperienza.

Nel suo tentativo di arginare se non eliminare il fenomeno ha organizzato convegni, scritto libri, proposto e fatto approvare leggi, pubblicato centinaia di articoli, trasmesso altrettante
trasmissioni radiotelevisive, organizzato corsi nelle scuole, si è confrontata con omologhi in Europa e nel mondo (Usa in primis, dove, nella città di Philadelphia, è
iniziato il graffitismo), attivato pubblici amministratori e privati cittadini, messo a confronto esperti, dialogato con i writers.

Con risultati deludenti.

Dapprima il fenomeno è stato sottovalutato oppure caricato di significati impropri quali presunti valori artistici; senza distinguere – come invece ha sempre fatto Assoedilizia – tra chi
rispettava l’ambiente (i madonnari, le città dipinte sono una tradizione italiana o i pittori di murales) e chi invece l’ambiente lo attaccava per attaccare la città e la
società; probabilmente perchè sofferente di una psicologia distorta e depressa, spia di un disagio culturale, sociale od economico.

Nello stagno di questi individui, spesso giovani e giovanissimi, nuotano comodamente figuri provenienti da tutta Europa e persino d’Oltreoceano, attirati dal fatto che l’Italia è il
Paese delle impunità, delle leggi che non vengono fatte rispettare.

Ha ragione Claudio Schirinzi, nel suo editoriale sul Corriere della Sera quando afferma che ripulire Milano entro la data dell’Expo è difficile, ma tecnicamente possibile.

Aggiunge il Presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici: «Se non vogliamo che le nostre città – e non solo Milano che guida comunque la classifica – continuino a detenere il
primato delle più insozzate del Continente, è necessaria la mobilitazione generale dei proprietari di casa, degli amministratori dei condomini e di tutti i cittadini che hanno a
cuore il decoro del luogo dove abitano.

L’unico modo per ottenere tale mobilitazione è prevedere contributi pubblici, che innescherebbero un effetto moltiplicatore.

Inoltre, bisogna procedere con le denunce penali: non tanto per vedere gli imbrattatori condannati a ripulire i muri (condanna che spesso li gratifica in quanto, attraverso foto, teleriprese ed
articoli sui giornali, ottengono la visibilità che cercano sporcando) o al risarcimento del danno, economico, che spesso e’ di ridotte proporzioni; quanto per vederli coinvolti per anni
nei processi, con notevoli impegni di tempo ed economici ( spese legali e disagi di sorta ).

Infine, provvedimento non ultimo per importanza, proibire le bombolette durante cortei e manifestazioni».

Redazione Newsfood.com+WebTv

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