GLOBUS ET LOCUS – CONIUGARE I TEMI LOCALI CON QUELLI GLOBALI CON RIFERIMENTO AL TERRITORIO – CONVEGNO AL MEET

GLOBUS ET LOCUS – CONIUGARE I TEMI LOCALI CON QUELLI GLOBALI CON RIFERIMENTO AL TERRITORIO – CONVEGNO AL MEET

By Giuseppe

Istituzioni e glocalismo, la ricetta di Piero Bassetti – Un’ampia discussione tra protagonista al Meet di Milano

Globus et locus – coniugare i temi locali con quelli globali con riferimento al territorio – convegno al Meet

A cura di Assoedilizia Informa

 

Milano, 11 luglio  2024

 

 

Istituzioni e glocalismo, la ricetta di Piero Bassetti

Un’ampia discussione tra protagonista al Meet di Milano

 

Si è svolto il 10 luglio al MEET Digital Culture Center di Milano l’evento finale del progetto di ricerca “Il ruolo glocale dei soggetti istituzionali e funzionali nello sviluppo del territorio”,  realizzato da Globus et Locus con il contributo di Fondazione Cariplo, Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e alla presenza di  Assoedilizia. Meet, come ha spiegato nella presentazione la presidente Maria Grazia Mattei, è il primo centro di cultura digitale in Italia focalizzato sull’innovazione, nato nel 2021 con il sostegno della Fondazione Cariplo.

Elio Franzini, Piero Bassetti

La ricerca si è proposta di studiare alcuni importanti assetti funzionali organizzati alla dimensione territoriale d’area vasta (sistemi della logistica e sistemi turistici, servizi per l’innovazione di imprese e filiere, processi di urbanizzazione) e di sviluppare, insieme agli stakeholder pubblici e privati coinvolti in ciascuno di essi, proposte di governance per favorire la loro regolazione e la loro innovazione.

L’appuntamento del 10 luglio  è stata l’occasione per approfondire e discutere le proposte innovative di governance con cui interpretare e gestire i temi glocali dello sviluppo del territorio a livello regionale, nazionale ed europeo.

 

Piero Bassetti, presidente di Globus and locus, ha poi introdotto l’intervento di Giovani Azzone, ex rettore del Politecnico di Milano e presidente della Fondazione Cariplo: Se dobbiamo a qualcuno il rapporto culturale tra locale globale lo dobbiamo  a Piero Bassetti”, ha detto Azzone, ricordando la missione delle fondazioni bancarie: creare coesione sociale riducendo le disuguaglianze.

 

Livia d’Anna, direttrice di Globus et Locus, ha presentato il presidente di Fondazione Compagnia di  Sanpaolo, Marco Gilli, che ha parlato della transizione tecnologica e della sua funzione in  tanti aspetti della governance della Pa, delle istituzioni nazionali e internazionali  e della demografia, sottolineando l’inevitabile influenza della sfera globale sulle attività locali della Fondazione. Pierluigi Stefanini, presidente della Fondazione del Monte di Ravenna, ha evidenziato l’importanza del fare rete tra fondazioni, chiamate a leggere le questioni del Paese con un’ottica diversa, e del coinvolgimento di tutte le realtà della società civile.

 

Lanfranco Senn, economista e rettore emerito della Bocconi, si è chiesto e sia possibile continuare a governare il territorio come si è sempre fatto, a compartimenti stagni e sino ai confini amministrativi, con una rete di relazioni che travalicano sempre più quelli amministrativi. Più istituzioni di diversa natura, ha detto Senn, devono essere integrate attraverso l’innovazione. E ha illustrato la ricerca, che è partita da quattro esempi concreti su cui riflettere: la mobilità, il turismo, la competitività delle imprese, le dinamiche insediative: “Le ricadute del turismo a Milano arrivano dal Giappone  e si ridiffondono in Giappone e negli Usa” ha detto Senn.

Nella prima fase della ricerca sono state analizzate le realtà e nella seconda fase sono stati organizzati workshop con gli operatori verificarne l’attendibilità e trovare suggerimenti per la governance di queste realtà. Si può innovare me la governance dello sviluppo per tenere conto dei fenomeni locali di rilevanza trans amministrativa? E come innovare la governance dello sviluppo locale?

 

Senn ha poi dato la parola a Mara Manente, che ha illustrato la natura glocale del turismo, cogliendo alcuni denominatori comuni attraverso le parole chiave della ricerca carenza di comprensione della complessità, carenza di difficoltà di dialogo, frammentazione delle politiche, resistenza al  cambiamento perché le rendite di posizione nel turismo sono fondamentali. Per esempio, ha detto Manente, come fa la Via Francigena, contrassegnata dalla frammentazione, a competere con il Camino di Santiago? Occorre mettere a regime sistemi di intelligence funzionali alle strategie. L’efficacia degli strumenti va poi misurata in qualche modo.

 

Daniele Donati (anche in rappresentanza di Lorenza Violini), docenti all’Università di Bologna, ha detto che i giuristi hanno invece bisogno di confini, perché è lì che ha efficacia la norma. Ed è difficile un approccio come quello che invece è richiesto. Bisogna cioè considerare il territorio nel senso dell’efficienza, cioè dei servizi forniti, una “amministrazione di risultato”, non legata solo al principio giuridico. Esiste già, cioè, una trasversalità degli strumenti, presupposti dall’articolo 117, comma V, della Costituzione. E sono, ha detto Donati citando la ricerca, le società a partecipazione pubblica, gli istituti consortili, le forme associativa degli enti locali, con funzioni regolabili da Autorità terze indipendenti, amministrative come le Autorità di bacino, i piani strategici, la pianificazione integrata, le convenzioni e gli accordi. E conoscere davvero una governance sperimentale, ha concluso Donati, occorre comunque privilegiare l’efficacia (il rapporto tra attività e risultati) sull’efficienza (rapporto tra attività e costi): il risparmio non è il bene assoluto.

 

L’intervento successivo è stato svolto dal presidente della Lombardia, Attilio Fontana: “Abbiamo strutture istituzionali che non corrispondono più alle esigenze dei nostri tempi” ha detto Fontana, e ha citato come buon esempio l‘organizzazione delle Regioni che hanno le Alpi nel loro territorio, riconoscendo come “I confini siano una cosa assolutamente da superare”.

 

La parte successiva dell’evento, dedicata al ruolo glocale degli attori istituzionali e funzionali, si è svolta con il coordinamento dell’ex direttore del Corriere della Sera e presidente della Fondazione Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli, che ha letto il messaggio del commissario Ue Paolo Gentiloni sull’”Utilità di tracciare nuove traiettorie di glocalizzazione” e ha passato la parola al sindaco di Milano Giuseppe Sala. Sala ha richiamato l’attenzione sul problema demografico e che il cittadino percepisca, in una grande città, una visione di politica industriale che agli ultimi Governi è sicuramente mancata. “Se non cambiano sistemi di devoluzione, confini nei ruoli, e risorse, il sindaco “metropolitano” che vita fa?. Io e Fontana abbiamo molto collaborato in questi anni, ha detto il sindaco, ma non perché fosse istituzionalmente previsto.

Alessandro Spada, presidente di Assolombarda, ha affermato che le imprese lombarde seguono una logica globale e locale, grazie alle connessioni allargate: tra persone, idee, infrastrutture e digitali, che permettono di guardare al di là di ogni confine amministrativo.

La rettrice del Politecnico, Donatella Sciuto, ha sottolineato la frammentazione dei decisori e la necessità di costituire “arene decisionali”, che l’Europa sta cercando di fare con le Community led local development su problemi come la transizione energetica. Il sistema universitario italiano, con 86 università (escluse le telematiche) in tutta Italia con cui però è difficile fare ricerca comune perché il gioco dei finanziamenti tende a metterle in competizione tra loro.

De Bortoli si è poi posto il problema della vita dei 250mila studenti di Milano: “Forse dovremmo studiare una tessera che agevoli la loro vita in una in una città meno ostile, una città (Milano) che sta diventando per ricchi”.

L’intervento di Erik GlØersen, senior consultant di Spatial foresight (università di Rennes) è stato centrato sull’esplorazione delle geografie funzionali non standard emergenti, passando dai progetti del World economic forum e dalle possibili transizioni industriali.

Alessandro Tullio, Ad di Trenitalia TPER, ha spiegato come l’uscita dai confini propriamente detti sia profondamente legata all’attività dei trasporti e come l’azienda stia cercando intercettare le esigenze del territorio, con una marea di interlocuzioni preliminari tra soggetti diversissimi. Un soggetto trasversale che possa gestire in maniera ampia le esigenze di tutti gli attori in gioco  va quindi vista molto favorevolmente, tuttavia è un mondo estremamente complesso. Manuela Rocca, direttrice generale aggiunta di TELT, ha confermato che le opere come la gestione transfrontaliera della Torino-Lione non possono essere realizzate senza l’aspetto globale: è uno dei principali corridoi europei ma non è possibile non prendere in conto la dimensione locale, attraverso un aspetto sistemico, che oggi comincia a integrarsi con il pensiero di chi si occupa di grandi infrastrutture.

La parola è passata poi a Giuseppe Tripoli, segretario generale di Unioncamere, ha affermato che la ricerca di Global et locus esprime il tema di come si decide, non solo di chi decide. E il “come”, ha detto Triplo, incide su qualità e durevolezza delle decisioni;  ogni legislatura mette in forse le decisioni già assunte perché non condivise. E i nuovi problemi non  possono essere messi all’interno di contenitori legislativi vecchi. La migliore autonomia differenziata non può quindi prescindere da queste riflessioni, ha concluso Tripoli. L’ultimo intervento è stato quello di Sandro Bicocchi, responsabile relazioni istituzionali e ufficio studi di PwC, che ha definito la sua azienda “glocal” per definizione, attraverso alcuni esempi, come quello dei disabili che lavorano (come con Pizzaut): ognuno di essi fa risparmiare allo Stato 80mila euro ma non ci sono normative che permettano in modo organico alle aziende di formarli.

 

Le conclusioni sono state affrontate da Bassetti e De Bortoli. Piero Bassetti ha rilevato l’assurdità che il mondo legislativo e normativo porti a dibattito tra Lep e divisioni regionali, mentre i primi sono utilizzabili solo in realtà molto avanzate: “Noi dobbiamo lanciare una sfida culturale: le riforme amministrative devono creare zone franche sperimentali in cui le norme siano temporaneamente sospese”.

 

FOTO COVER:

  • Ferruccio de Bortoli con Achille Colombo Clerici


 

 

 

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