Gli storni: lettera aperta di un padre al figlio che vorrebbe salvare l’Umanità.

Gli storni: lettera aperta di un padre al figlio che vorrebbe salvare l’Umanità.

Tu mi parli e pensi che io non ti voglia ascoltare.
Potrei banalizzare il tutto lasciando la parola a Gino Paoli  con la sua “Quattro amici al bar” ma ti rispetto, condivido le tue preoccupazione e pertanto cercherò di farmi capire con
questa “parabola” .

Tu sei il millenovecentosettantacinquesimo a sinistra, vicino a quello con la coda scura…..io sono poco più in là. Fino a qualche tempo fa eri vicino ma  neppure mi guardavi
negli occhi ed avevi addirittura dell’astio perchè ti avevo fatto nascere “Storno” invece che Alcione.

Tutti ci stiamo godendo la bella giornata di sole, spensierati e felici di volare liberi (non ha importanza se lo siamo veramente, l’importante è esserne convinti).
Tu da diverso tempo ti sei reso conto dei vari pericoli che circondano lo stormo e ti stai arrovellando per trovare una soluzione.
Mi stai dicendo – ora stai urlando- che sotto ci sono i cacciatori e sopra di noi sta arrivando un terribile uragano: possibile che nessuno se ne stia accorgendo?
Bisogna andare via subito da lì altrimenti ci fanno fuori tutti.
E dobbiamo trovare un riparo al più presto…..

Non riesco a sentire  bene ciò che mi stai dicendo, a causa del grande casino, ….e sono anche un po’ sordo!

Alcuni di quelli vicino a te che hanno sentito le tue parole, sono fuggiti dalla nuvola compatta e sono stati subito presi dai falchi.
Altri, i più sensibili ed altruisti, hanno subito capito la gravità della situazione e, abbandonato il senso di gioia e spensieratezza del volo, si sono subito dati da fare per
convincere i propri cari, gli amici e via via tutti gli altri che la situazione era veramente drammatica.

In poco tempo ben 100 erano questi eroi che con grandi sacrifici riuscivano a coinvolgere altri 900 individui di buona volontà.
Nel frattempo, ogni tanto, qualche pallino arrivava nel mucchio e qualcuno di noi d’improvviso spariva ma i ranghi venivano subito serrati dalla moltitudine di ali.

I mille, diventati 10.000,  si accorgevano di ciò che stava succedendo ma tutti gli altri (circa sette migliardi) continuavano imperterriti a volare felici nel cielo, subendo le
bizzare rotte e gli improvvisi scarti dell’intero stormo……senza mai chiedersi il perchè. Tu e gli altri 10.000>>>>100.000 continuate a profondere grandi energie per salvare
tutto lo stormo e non riuscite a capire perchè gli altri seimiliardinovecentonovantanovemilioninovecentomila  restino sordi ed indifferenti.
Ma non si rendono conto della realtà delle cose?

….i falchi continueranno a ghermire i fuggitivi, i cacciatori a mangiare polenta e osei, almeno finchè il potente Zeus non si stuferà di questo giocattolino che si è
inventato tanto tanto tempo fa e manderà il terribile uragano.

Mi consola solo questo pensiero: se è così difficile trovare un senso della vita per noi poveri mortali, provate ad immaginare cosa possa essere il senso dell’esistenza  per un
Dio, condannato all’immortalità. 
(Battuta stupida finale: pensaci Silvio, ti conviene?)

Un padre per Newsfood.com   nutri-mente

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