Giampio Bracchi, presidente di Intesa San Paolo Private banking su Brexit
5 Luglio 2016
EBA Autorità bancaria europea a Milano – Campagna di opinione: QN Il Giorno del 5 luglio 2016 pag. 3. Intervista a Giampio Bracchi
Data: 5 luglio 2016 10:09:16 CEST
Istituto Europa Asia IEA
EUROPASIA
Europe Asia Institute
LA CITY SIAMO NOI
«Milano è la capitale del Sud Europa Sede ideale per l’Autorità bancaria»
Giampio Bracchi: l’Italia finora non ha ospitato istituzioni finanziarie
IL RISULTATO del referendum in Gran Bretagna ha aperto il dibattito sulle nuove opportunità per Milano di aggiudicarsi due enti ospitati a Londra: l’Agenzia europea per il farmaco e l’Autorità Bancaria Europea (Eba).
Favorevoli il governatore Roberto Maroni e il sindaco Giuseppe Sala, che proprio domani sarà a Londra per affrontare questi temi. Il Giorno sta interpellando rappresentanti del mondo produttivo, esperti di finanza e addetti ai lavori.
Dopo il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia, Achille Colombo Clerici, il presidente dell’Associazione Bancaria Italiana, Antonio Patuelli, il presidente della Camera di commercio italo-russa e italo-iraniana, Rosario
Alessandrello, il presidente onorario della Camera della Moda di Milano, Mario Bosellí, il presidente di Kairos Sima e già numero uno della Camera di commercio svizzera in Italia, Fabrizio Rindi; oggi è il turno di Giampio Bracchi, presidente di Intesa San Paolo Private banking e professore emerito del Politecnico.
di LUCA ZORLONI
MILANO
Giampio Bracchi, presidente di Intesa San Paolo Private banking e professore emerito del Politecnico milanese, Milano ha le carte in regola per far concorrenza a Francoforte e Parigi per aggiudicarsi l’Autorita bancaria europea (Eba)?
«Milano è la piazza finanziaria di Italia. Qui hanno sede non solo le banche principali del Paese ma anche le società finanziarie, sgr, sim, fondi di private equity e la consulenza di servizi, uffici legali, esperti.
Milano è una delle principali piazze finanziarie del Sud Europa.
E va ricordato che l’Italia non ha avuto nessuna delle tre istituzioni finanziarie principali, nonostante ne avesse chiesta una, essendo uno dei principali Paesi dell’Unione.
Se l’Eba dovesse trasferirsi da Londra, la principale piazza finanziaria
europea e del mondo, Milano è il luogo che ha il migliore diritto perché vi sia trasferita questa struttura comunitaria. La cosa merita di essere portata avanti».
Il nostro sistema bancario è all’altezza di questa sfida?
«È un sistema diversificato. Intesa San Paolo è tra le banche più solide del sistema europeo, è particolarmente solida per redditività, e Unicredit, banca sistemica, sebbene stia attraversando qualche difficoltà, è internazionale, solida e ben capitalizzata. Queste sono due banche di primissimo ordine, e tra le prime cento ci sono banche come Bpm e Ubi. Il mondo bancario è nell’area allargata milanese».
Ci dobbiamo preparare alla concorrenza di città e Paesi più attrattivi dal punto di vista fiscale, come Dublino e Olanda?
«Questa autorità fa regolamentazioni. É sì vicina al mondo bancario ma ha un ruolo di terzietà. Deve fare le regole, non deve stare vicina a chi fa condizioni favorevoli. Il suo compito è di creare un campo livellato, evitando asimmetrie che possano dare rendite di posizione non giustificate».
Però queste rendite esistono.
«Perché sebbene ci sia la regolamentazione, l’interpretazione lascia ampi gradi di libertà al recepimento nazionale, così qualcuno ha fatto in modo più lasco di altri Paesi».
E sul farmaco a che punto siamo?
«L’industria delle scienze della vita e la ricerca sono molto valide, di nuovo particolarmente nell’area milanese, con ospedali di ricerca e punte di notevole qualità. Si può pensare che l’industria farmaceutica di Francia e Germania sia più robusta, perché noi non abbiamo le multinazionali, ma abbiamo aziende molto qualificate, sia a livello di ricerca, sia di industria. Basilea andrebbe bene ma non è in Europa. Dobbiamo metterci in testa che Milano è la capitale del Sud Europa».
Che impatto potrebbe avere sui giovani?
«Queste autorità hanno bisogno di competenze, di analisi, di reperire personale in loco, e Milano ha un sistema formativo di eccellenza, Milano è tra le prime 18 città universitarie del mondo, perché ha 8 università, quindi ha le risorse umane per essere utile a queste autorità; si pensi alla ricerca nelle scienze della vita».
In che tempi concludere la partita?
«Prima bisogna che gli inglesi escano dalla Ue e non saranno tempi immediati. Tuttavia bisogna partire subito per porre la candidatura. Abbiamo un paio d’anni, tempi brevi per le decisioni politiche. E’ una battaglia che val la pena di fare, c’è un diritto del Sud Europa ad avere questa autorità».
(6 continua)
Referendum choc
Con l’uscita a sorpresa della Gran Bretagna dall’Unione Europea i due enti continentali ospitati da Londra dovranno traslocare.
Partono le manifestazioni di interesse per aggiudicarsi sia l’Autorità Bancaria Europea che l’Agenzia Europea del Farmaco.
Le chiavi del successo
Milano è cresciuta anche grazie all’Expo del 2015. E proprio l’Esposizione
Universale ha dato modo agli altri Paesi di notare i miglioramenti della città.
E poi ci sono tutte le infrastrutture necessarie: aeroporti, treni ad alta velocità e nuovi tunnel alpini completati o in costruzione
BREXIT
Una delle manifestazioni organizzate a Londra dopo la vittoria del no all’Europa
Molti britannici vedono con molto timore questa prospettiva
UN BENEFICIO PER I GIOVANI
Queste autorità hanno bisogno di personale in loco e la città ha un sistema formativo di eccellenza
UN SISTEMA DIVERSIFICATO
IL mondo bancario milanese conta tanti istituti tra i primi cento in Europa
Foto: Giampio Bracchi e Achille Colombo Clerici
Redazione Newsfood.com





