Giallo, rosso, verde: così la Toscana misura l'ambiente

Firenze – Come sta l’ambiente in Toscana? Semaforo verde per conservazione della natura e difesa del suolo, qualità delle acque marine; giallo per inquinamento acustico ed
elettromagnetico; rosso per consumi energetici, cambiamenti climatici, rifiuti.

E’ quanto indica il cruscotto della sostenibilità, software utilizzato per monitorare e valutare lo stato dell’ambiente nella nostra regione. I risultati sono stati presentati oggi a
Terra Futura, contenuti nei due volumi: «Segnali ambientali», il documento di valutazione e monitoraggio del PRAA, il Piano Regionale di Azione Ambientale 2007-2010, sullo stato di
attuazione delle politiche regionali ambientali, presentato dall’ingegner Giovanni Barca; e il «Rapporto sullo stato dell’ambiente», curato dall’Arpat e presentato dal suo direttore
Sonia Cantoni. Alla presenza dei due assessori competenti, Anna Rita Bramerini, tutela ambientale ed energia, e Marco Betti, difesa del suolo e servizio idrico.

«Il nostro obiettivo – ha dichiarato Anna Rita Bramerini – è che tutte le faccette tristi dei vari indicatori (al colore sono abbinati anche gli smile: sorriso con il verde,
trattino orizzontale con il giallo, bocca all’ingiù con il rosso, ndr) diventino, se non sorridenti, almeno pacatamente serene. Vorrebbe dire che siamo riusciti a migliorare la
qualità dell’ambiente e della vita dei cittadini». Un percorso difficile, perché, ricorda l’assessore, «per quanto riguarda cambiamenti climatici e politiche
energetiche siamo ancora indietro sul fronte della ricerca e dell’innovazione tecnologica, e ancora ampio è il gap che ci separa dall’utilizzo di energia da fonti rinnovabili». A
questo proposito – ha augurato Bramerini – «spero che il prossimo assessore all’ambiente possa partecipare a un’edizione di Terra Futura in cui non ci sia tutto questo consumo di
energia». Altro tasto dolente, quello dei rifiuti. «Nel PRAA – ha ricordato Bramerini – ci siamo dati obiettivi molto ambiziosi. L’obiettivo della riduzione dei rifiuti al 15% nel
2010 non mi sembra realisticamente raggiungibile. Basti pensare che i rifiuti sono andati crescendo anche in anni di riduzione del Pil, e che oggi portiamo il 65% dei rifiuti in discarica e la
raccolta differenziata è ferma al 33%».

L’assessore Betti, dopo aver mostrato preoccupazione per la volontà politica attualmente espressa in Italia di rimettere in moto il processo che porta alla scelta del nucleare
(«Spero che risulti una strada impercorribile»), si è soffermato a lungo sul problema acqua, e ha ricordato il «Patto per l’acqua» al quale la Regione sta
lavorando: «Non solo – ha chiarito – una politica per garantire a tutti questa risorsa essenziale, ma un accordo tra le istituzioni, tutti i soggetti che operano sul territorio e i
consumatori per gettare le basi per un consumo razionale. Oltre 25 milioni di euro in tre anni – ha informato – consentiranno investimenti in aree dove l’approvvigionamento è molto
difficile». Betti ha ricordato che è già operativo il regolamento che limita l’acqua per usi civili. «La Regione dà al problema acqua una risposta articolata e
complessa». Quanto al rischio idrogeologico, sempre Betti informa che i piani di assetto idrogeologico sono tutti in attuazione, che la Regione ha speso oltre 70 milioni di euro per
mettere in sicurezza l’Arno, e che nel giro di un anno sarà messo in sicurezza anche il Cecina, con un investimento di un milione e mezzo di euro. «Per l’erosione costiera – ha
aggiunto – ci sono progetti già definiti; e i parchi diventano ogni giorno di più l’elemento distintivo della nostra regione, il vero fiore all’occhiello della Toscana».

Questo, in sintesi, il quadro tracciato dai due volumi presentati a Terra Futura. Riguardo ad alcuni degli obiettivi individuati da «Segnali ambientali» (e previsti anche dal PRAA):
per la riduzione della percentuale di popolazione esposta all’inquinamento atmosferico, la Regione spende ogni anno 4 milioni e mezzo di euro, e – tra le iniziative più rilevanti –
l’accordo dei 30 Comuni per ridurre lo smog e prevenire i fenomeni di inquinamento atmosferico nelle aree urbane; per ridurre la produzione di rifiuti e la percentuale conferita in discarica,
aumentando recupero e riciclo, la nuova legge 61 del 2007, di riorganizzazione del sistema di gestione dei rifiuti, e il patto per lo smaltimento dei rifiuti degli ATO Firenze – Prato –
Pistoia. Tra i fatti salienti del 2007, l’adozione del Piano energetico regionale, la sottoscrizione dell’accordo generale sulla geotermia, l’avvio del progetto rigassificatore off-shore OLT,
l’adozione del Piano regionale di risanamento e mantenimento della qualità dell’aria 2008-2010.
La relazione sullo stato dell’ambiente tracciata dall’Arpat individua, appunto, come settori critici quelli dei consumi energetici (in aumento, sia quelli totali che quelli elettrici), delle
emissioni climalteranti, dei rifiuti, dell’inquinamento acustico; sotto controllo e in progressivo miglioramento difesa del suolo ed erosione costiera, rischio sismico, qualità dell’aria
(con tendenza al miglioramento), inquinamento elettromagnetico; situazione di eccellenza per la conservazione della natura, con la crescita della superficie totale delle aree protette e il
monitoraggio della biodiversità marina, e la qualità delle acque di balneazione. «Nel complesso – ha commentato Sonia Cantoni – si può classificare come buono lo
stato dell’ambiente in Toscana. E l’analisi del trend di evoluzione degli indicatori mette in evidenza come negli ultimi anni vi sia stata una generale tendenza verso il conseguimento degli
obiettivi del PRAA 2007-2010, il che implica una tendenza verso un miglioramento dello stato dell’ambiente».

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