Gardini (FI): sulla sicurezza sul lavoro la sinistra radicale ha perso tempo
10 Dicembre 2007
«La rabbia del popolo dei lavoratori di Torino non risparmia la politica, il sindacato, gli imprenditori, rispetto alla strage della Thyssenkrupp nessuno può tirarsi fuori,
è singolare che, a distanza di quasi sessant’anni dalla dichiarazione dei diritti dell’uomo, in uno dei Paesi più industrializzati del mondo il lavoro possa convivere così
strettamente con la morte.
La carta dei diritti dell’uomo non è in sé un salvavita se quei diritti non si sanno coltivare e difendere giorno per giorno, in una visione condivisa del senso della
libertà e degli assetti democratici dei popoli.«Lo ha affermato la Portavoce di Forza Italia, Elisabetta Gardini, che ha osservato:
«Tuttavia, non può essere taciuto come questa sinistra radicale che oggi si squarcia la gola invocando provvedimenti urgenti è la stessa che ha perso due anni di governo
dietro a battaglie ideologiche: dall’omofobia ai Cus, dai Dico alla depenalizzazione della cannabis e alla modifica della legge 40, ha eluso tutte le vere e proprie emergenze del Paese, come
quella della sicurezza sul lavoro. Non a caso il battesimo della Cosa rossa è avvenuto ieri all’insegna del ‘No al Dal Molin’. Il tutto con un’impostazione centralista di vecchio stampo
del ‘tassa e spendi’ che si traduce in un vero e proprio saccheggio delle buste paghe dei lavoratori, costretti in questo modo a cumulare ore ed ore di straordinario per rincorrere mese dopo
mese la sopravvivenza.«





