Galan: «vino italiano faccia squadra»

«Le voci dell’export di vino italiano rappresentano una realtà positiva che abbiamo il dovere di sostenere, dobbiamo fare squadra, la necessità di fare sistema è una
verità assoluta, e lo sarà sempre più, non tutti, parlo della politica, se ne sono accorti, al di là delle parole».

Lo ha detto il presidente del Veneto nel portare il saluto ufficiale della Regione all’inaugurazione del 42° Vinitaly di Verona.

«Può fare sistema la nazione, la regione; possono essere sistema i network che vedono i produttori associarsi tra loro. Non è certo la fantasia che ci manca – ha aggiunto il
presidente del Veneto – ma a volte il metodo questo sì. Metodo che permette di incidere anche nei costi. Il rapporto costo qualità è già nostro favore. Abbiamo solo
il compito di farlo sapere, di più e meglio».

«Noi dobbiamo perciò facilitare il lavoro di questi nostri veri e propri ambasciatori – ha detto ancora il presidente del veneto riferendosi alla presenza italiana nel mondo del
vino – perché è il loro lavoro che ci crea un ritorno di ricchezza e di immagine che si riverbera su tutto. Attraverso il vino possiamo apprendere storie di uomini, di produttori,
di tradizioni».

«Si parla tanto di distretti – ha poi fatto presente il presidente del Veneto – e in realtà l’Italia si può considerare un unico grande distretto del vino e, qui a Nordest,
ci possiamo considerare protagonisti e attori responsabili» E a proposito di responsabilità il presidente ha accennato agli effetti che «l’uso senza senno del vino può
avere sulla salute, sulla sicurezza stradale e sulla sicurezza nel lavoro. Questa è una bella sfida – ha concluso – da affrontare con realismo, attraverso l’educazione e la
responsabilizzazione soprattutto dei nostri giovani».

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