Frutta e verdura, un’Arca di Noè la difenderà
16 Novembre 2012
La mela annurca, la cicerchia la ciliegia cervone. L’Italia presenta molte specie di frutta e verdura che, perdenti nella grande distribuzione, rischiano di essere eliminata.
In loro soccorso nasce l’Arca di Noè, un progetto finanziato dalla Commissione Europea e portato avanti dall’Università di Napoli e dalla Regione Campania.
Primo obiettivo, creare una grande banca dati delle specie ortive, frutticole e della vite, native della Campania, dia dei semi che del materiale genetico. Come spiega il professor Antonio
D’Onofrio, del Centro di Ricerche Isotopiche per i Beni Culturali e Ambientali (Circe), alla fine si vuole arrivare ad una “Carta d’identità delle specie da tutelare”.
Da non dimenticare l’aspetto socio-culturale, cioè “Il trasferimento di conoscenze dall’Università che cataloga le caratteristiche nutrizionali e organolettiche dei prodotti al
mondo produttivo”.
Ad Onofrio ed al team Circe il compito di ottenere informazioni analizzando i rapporti tra isotopi. Tale lavoro consente valutazioni precise, distinguendo molecole chimicamente identiche, ed
informazioni complete: l’acqua assorbita, il suolo, il concime usato.
Tra i vari enti impegnati, ecco infine il Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura (Cra), l’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (Inran)-Ente
Nazionale per Sementi Elette (Ense), le università di Salerno, del Sannio e la Seconda Università di Napoli.
Matteo Clerici





