Francesco Montalbano: ecco l’Acquavite di pere Williams della Distilleria Deta
13 Novembre 2020
È il 1926, quando la famiglia dei marchesi Torrigiani di Santa Cristina fonda una piccola distilleria a Barberino Val d’Elsa, oggi Barberino Tavarnelle, nella zona delle colline del Chianti. È l’inizio dell’avventura della Distilleria Deta, che si svolge nel cuore della Toscana, a cavallo tra le province di Firenze e Siena.

Oggi, l’attività della Distilleria Deta principalmente si concentra nella lavorazione di prodotti e sottoprodotti vitivinicoli (vinacce, fecce di vino e vino) per la produzione di Grappa, Alcool ad uso alimentare ed industriale, Acquavite di Vino e Brandy.
Dal 2017 Deta fa parte del “Gruppo Mazzari” a seguito dell’acquisizione dell’intero capitale da parte di Distillerie Mazzari, azienda leader mondiale nella produzione di acido tartarico naturale e importante realtà nel settore di produzione di bioetanolo ad uso fuel di seconda generazione, di alcool etilico ad uso alimentare ed industriale, acquaviti e brandy.

L’ultima arrivata in casa Deta è l’Acquavite di pere Williams, un grande classico dell’arte della distillazione con il quale si è voluta confrontare anche l’azienda valdelsana. L’elemento caratterizzante dell’acquavite di Deta è l’altissima qualità della materia prima, fatta tutta di pere italiane destinate alla produzione del sidro.
Come si produce l’acquavite di pere Williams?
“Tramite la distillazione in alambicchi di rame discontinui – spiega il direttore generale della Distilleria, Francesco Montalbano – grazie ai quali, una volta prodotto il sidro e verificata la completa trasformazione degli zuccheri contenuti in alcool, questo viene conservato in serbatoi di acciaio a temperatura controllata, in attesa di essere distillato.
ll processo di distillazione della polpa è favorito da mescolatori collegati all’alambicco che permettono un processo omogeneo che esalta le qualità organolettiche tipiche delle pere Williams.

Quali sono le note di degustazione più significative dell’Acquavite?
I sapori della polpa succosa e zuccherina – continua Montalbano – così come altre caratteristiche tipiche di questo frutto, si ritrovano valorizzate in un perfetto equilibrio di sapori nel prodotto finito. Il colore è cristallino e limpido, al naso spiccano le note primarie espressione del frutto, in risalto anche all’approccio al palato.
C’è un periodo particolarmente indicato per degustare la vostra acquavite?
La qualità e la freschezza del frutto a polpa bianca, la rende perfetta al consumo a fine pasto in ogni periodo dell’anno.
Nei mesi scorsi avete lanciato il “Gin Giusto”, che per la sua materia prima, le bacche di Ginepro, riporta direttamente nella vostra Toscana. Perché oggi avete deciso di lanciarvi nella sfida con l’acquavite?
È vero, anche i grandi Gin esteri si producono con le bacche di ginepro toscane. Il Gin è un classico legato al nostro territorio. L’Acquavite ci ha permesso di confrontarci con una bevanda antica e dalle grandi tradizioni. La sfida, in entrambi i casi, è stata quella di mettere al centro l’anima della nostra distilleria, ricercando sempre la massima qualità e provando a dare un tocco di distinzione anche a prodotti classici, come, appunto, l’Acquavite di pere Williams.

Distilleria Deta S.r.l.
Strada di Poneta 2/16
50028 Barberino Tavarnelle (FI)
Italia
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Redazione Newsfood.com




