Finanziamenti regionali alle attività oratoriali

Torino – Dovranno essere presentati entro la prima settimana di giugno i progetti per accedere ai contributi stanziati dalla Regione a sostegno di oratori ed enti di culto per la
realizzazione delle attività estive.

Le proposte progettuali vanno inoltrate ai responsabili diocesani, per la Chiesa Cattolica, e ai rispettivi responsabili regionali per gli altri enti di culto, che predisporranno un piano
generale da sottoporre all’esame ed approvazione da parte della Direzione Regionale Politiche Sociali.
Con l’approvazione del Bilancio di previsione 2008, la Regione Piemonte ha stanziato infatti ulteriori risorse, finalizzate al sostegno delle attività dei centri estivi e di estate
ragazzi, nell’ambito degli interventi previsti dalla L.R. n 26/02, che promuove e sostiene il ruolo svolto dalle Parrocchie e dagli altri enti di culto riconosciuti all’interno del sistema
integrato di interventi e servizi sociali.

«Negli ultimi anni, grazie a questa legge, per cui la Giunta regionale ha aumentato i finanziamenti da un milione di euro nel 2006 a 2,5 milioni di Euro per il 2007-2008 – afferma
l’assessore regionale al Welfare, Teresa Angela Migliasso – abbiamo potuto sostenere molte delle attività svolte dagli enti di culto nell’ambito dello sport, della cultura e del tempo
libero, e dirette a prevenire e contrastare fenomeni di emarginazione sociale, di disagio, anche conseguente a disabilità e di devianza in ambito minorile. Oltre alle più di mille
realtà collegate agli oratori presenti sul territorio regionale, il sostegno ha raggiunto anche altre confessioni religiose con cui la Regione Piemonte ha firmato dei protocolli di
collaborazione (Chiesa Valdese e Metodista, Comunità ebraica e Chiesa Cristiana Avventista del 7° giorno)».
«L’ulteriore destinazione di risorse, decisa, in sede di approvazione del Bilancio, dal Consiglio regionale – prosegue Migliasso – consentirà di sostenere le attività
consuete e consolidate di ‘estate ragazzi’, ma soprattutto lo sviluppo di nuove iniziative, rese sempre più urgenti dalle necessità delle famiglie nel periodo di chiusura delle
scuole».

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