Fiat: In Borsa scivola sotto i 5 euro, ora è tempo di pensare al futuro
12 Dicembre 2008
Milano – Gli ordini di vendita travolgono Fiat al via della seduta di Borsa. Il titolo scivola sotto quota 5 euro (-8,85% a 4,99 euro) dopo lo stop da parte del Senato americano
al piano di salvataggio da 15 miliardi di dollari per le industrie automobilistiche.
La Fiat dovrà puntare a un’alleanza ma potrà farlo “in una posizione di forza”. Lo ha affermato Sergio Marchionne parlando ai dirigenti della Fiat, riuniti ieri al
Lingotto per il tradizionale appuntamento di fine anno. “Arriviamo a questo appuntamento – ha spiegato l’amministratore delegato della Fiat – dopo aver vissuto una storia di risanamento
eccezionale e dopo aver ridato vigore a una grande realtà industriale. Tutto questo ci dà la possibilità di scegliere. Saremo noi a decidere come e con chi fare la
prossima mossa. Saremo noi a definire la soluzione migliore per la nostra azienda”.
All’incontro, seguito in collegamento video da più di 300 sedi del gruppo nel mondo, hanno partecipato anche il presidente della Fiat, Luca Cordero di Montezemolo, e il vice
presidente, John Elkann. “Il settore dell’auto – ha detto Marchionne – sarà obbligato a trovare un nuovo tipo di gestione, che porterà ad un consolidamento, a livello
mondiale, entro i prossimi 24 mesi. Non si tratta ancora di un modello definito, ma porterà con molta probabilità nuove alleanze. In questa situazione, la Fiat ha due
grandi vantaggi. E’ la prima a muoversi, avendo le idee chiare sul cambiamento che ci sarà. Il secondo vantaggio deriva dal fatto che abbiamo aperto questa partita in una
posizione di forza”. Marchionne ha parlato di un 2009, pieno di “incognite che nessuno riesce a valutare. Nessuno – ha detto – può prevedere oggi quali saranno le reali
ripercussioni di questa crisi. L’impossibilità di fare previsioni tocca tutti i settori industriali e l’auto in maniera più evidente. Ma il cambiamento culturale che la
Fiat ha vissuto ci ha preparati ad affrontare un nuovo ordine di cose”. “La Fiat ha dimostrato ad ogni livello – ha commentato Montezemolo, chiudendo l’incontro – di essere un gruppo
coeso e compatto, con un grande spirito di squadra, quello stesso spirito che come cittadini vorremmo vedere nel Paese, soprattutto in momenti di così grande difficoltà
per le famiglie, per le imprese e per i giovani”. E ha aggiunto: “il nostro augurio è che, come noi della Fiat abbiamo sposato il cambiamento cercando sempre di anticipare il
futuro, anche l’Italia ristabilisca, con riforme coraggiose e condivise, il circuito virtuoso della fiducia. Mai come adesso diventa indispensabile un clima diverso che permetta di
ripartire i carichi di responsabilità tra le classi politiche e le elite economiche e sociali di un Paese che appare bloccato”.
“Farei una politica di aiuto agli investimenti che consentano ricerca e innovazione nelle nuove forme di alimentazione e nei nuovi modelli”: lo ha detto il segretario generale della
Cgil, Guglielmo Epifani, parlando della crisi del settore automobilistico e riferendosi in particolare alla situazione della Fiat. “Il problema – ha infatti aggiunto Epifani – non
è solo che la Fiat questo mese si ferma, è come uscirà dalla crisi tra due anni. Se non si innova adesso, quando si uscirà dalla crisi si perderanno
posizioni”. Ospite di ‘Panorama del giorno’, alla domanda se fosse d’accordo sugli aiuti alla Fiat, Epifani ha sostenuto che “se altri paesi aiutano l’industria dell’auto, non possiamo
che fare la stessa cosa”.
Ansa.it per NEWSFOOD.com





