Federalismo demaniale: primo sì al passaggio dallo Stato agli Enti locali

Federalismo demaniale: primo sì al passaggio dallo Stato agli Enti locali

La bozza di federalismo fiscale discussa ieri dalla commissione bicamerale ha avviato la possibilità di trasferire molti beni statali agli enti e alle autonomie locali, sebbene con
procedure di alienabilità immutate, aprendo la strada alla possibilità per Comuni, Province e per lo Stato di fare cassa svendendo caserme e aeroporti ma anche miniere, terreni,
laghi e fiumi, parti di paesaggio che costituiscono un patrimonio unico per il Belpaese.

“La ricchezza dell’Italia – ha dichiarato il vicepresidente nazionale di Legambiente Sebastiano Venneri – consiste proprio in quella vasta e diffusa disponibilità di beni demaniali quali
spiagge, laghi, panorami che devono rimanere beni comuni, seppur gestiti dagli enti locali, potenzialmente a disposizione di tutti, anche delle generazioni future. Le procedure per il passaggio
dei beni demaniali alle autonomie e agli enti invece rappresenta l’anticamera della dispersione del patrimonio, della svendita al miglior offerente di pezzi pregiati del paesaggio italiano che
deve rimanere incommerciabile”.

Sarebbe stato meglio, quindi, distinguere prima tra beni indisponibili come le spiagge, i laghi e le aree pregiate che necessariamente debbono appartenere alla collettività, da quegli
immobili quali caserme e altri edifici di nessun valore paesaggistico, naturalistico e culturale, che possono essere invece trasferiti e venduti.

Legambiente.it

Redazione Newsfood.com+WebTV

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