Fedagri: vino e comunicazione, binomio esploso al Vinitaly, danni e vantaggi

«I colpevoli delle frodi e delle sofisticazioni devono essere individuati e puniti ma così come esistono disciplinari di produzione per il vino, dovrebbero esistere disciplinari di
comunicazione».

Con queste parole il presidente di Fedagri-Confcooperative, Paolo Bruni ha aperto un incontro organizzato al Vinitaly sui danni che la comunicazione, può creare ad un settore produttivo,
alla luce delle indagini che hanno scosso la settimana della manifestazione Veronese. «Come Fedagri-Confcooperative stiamo pensando di costituirci parte civile nei confronti degli organi
di informazione – ha aggiunto Bruni – perché una copertina o un titolo, fatti per vendere di più possono creare forti danni ad un settore economico così importante come il
comparto vitivinicolo italiano».

La non sufficiente prudenza, secondo Fedagri, nei confronti di una comunicazione di questo tipo «rischia di vanificare lo sforzo di centinaia di produttori onesti che hanno lavorato
duramente per ottenere risultati invidiati in tutto il mondo». Gli avvenimenti dell’ultima settimana si innestano su un fenomeno che, da qualche anno, è letteralmente esploso:
quello dell’attenzione del vino da parte dei mezzi di comunicazione. Lo dimostra il risultato che si ottiene inserendo la parola «vino» in un motore di ricerca su Internet come
Google.

Il frutto della ricerca sono 39 milioni e mezzo di pagine rilevate dalla Rete. Al primo posto, compare Wikipedia, l’enciclopedia della Rete ma già al secondo posto figura un sito di
sommellier del tutto indipendente e slegato da associazioni istituzionali, il che dimostra da un lato il potere enormemente democratico della Rete e dall’altro il «disordine» in cui
si devono districare tutti coloro che operano nel settore.

Risalgono agli anni 1995-1997 le prime notizie di enogastronomia che timidamente apparivano nei telegiornali e al 1998 risale la nascita della trasmissione televisiva Eat Parade e quella del
canale Gambero Rosso nel 1999.

«Oggi lo spazio dedicato all’argomento è molto più vasto tra siti, web tv, rubriche televisive e sulla stampa, al punto che c’è il rischio di perdersi ma si possono
già intravedere quelle che saranno le tendenze della comunicazione per i prossimi anni – ha spiegato Bruni – puntare alle storie dei singoli personaggi (produttori, imprenditori ecc.) e
dei territori poiché il futuro dell’agricoltura italiana è nelle produzioni d’eccellenza e promuovere le nuove professioni legate al mondo del vino, dai disegnatori di etichette
ai professionisti della comunicazione, anche come opportunità di lavoro per i giovani»

Leggi Anche
Scrivi un commento