Fame nel mondo e clima, le grandi sfide dell’ONU
18 Febbraio 2013
Primo, ridurre progressivamente il numero di persone sottonutrite o che soffrono la fame.
Secondo, aiutare agricoltori e produttori a gestire positivamente i cambiamenti climatici.
Queste le due grandi sfide affrontate in una riunione, recentemente svoltasi al Palazzo di Vetro dell’ONU.
Tra i presenti, il segretario generale Ban Ki-moon, assieme a rappresentanti FAO (Food and Agriculture Organization), WFP (World Food Program) ed IFAD ( International Fund for Agricolture). Non
sono mancate organizzazioni private, come il BFCN, Barilla Center for Food and Nutrition.
Oltre ai due grandi obiettivi, gli esperti hanno discusso di traguardi complementari, come la necessità di sensibilizzazione ed in coinvolgimento di attori privati.
A riguardo si è espressa Ellen Gustafson, rappresentante Barilla Center, esperta di alimentazione sostenibile e membro dell’ Advisory Board dell’organizzazione.
La tesi della Gustafson è partita dai grandi paradossi dell’alimentazione mondiale. Attualmente, viene prodotto “Cibo sufficiente a sfamare la popolazione del mondo ogni giorno in modo
sano”: tuttavia, gran parte viene gettato a causa di “Spreco e distribuzione inefficiente”.
Paradosso a catena, lo stato di salute globale: “Un miliardo di persone sono sovrappeso o obese, e circa un miliardo sono invece sottonutrite”.
Tra i metodi di soluzione, Gustafson e Barilla hanno presentato una nuova piramide alimentare, capace di conciliare nutrizione sana e tutela dell’ambiente tramite buone pratiche
dell’alimentazione consapevole e responsabile.
Matteo Clerici




