Fabrica Ethica, quando l'innovazione incontra la responsabilità
10 Dicembre 2007
Toscana, 7 Dicembre 2007 – Il programma Fabrica Ethica nasce nel 2000 per promuovere la cultura della Responsabilità Sociale delle Imprese (RSI) e facilitare la certificazione
delle imprese toscane con lo standard internazionale SA8000, dal 2000 ad oggi sono state sostenute numerose occasioni di confronto e di crescita per il settore; è stata inoltre ideata e
promossa la Commissione Etica Regionale (CER), il progetto Fabrica Ethica Laboratorio FIliera Pelle (FELAFIP), il Sistema Microcredito Orientato Assistito Toscano (SMOAT). Nel 2006 il Consiglio
regionale ha promulgato la legge 17/2006 che indica il principio della tracciabilità sociale e norma gli incentivi per le imprese responsabili.
Il progetto Fabrica Ethica Laboratorio FIliera Pelle (FELAFIP) – Un percorso sperimentale sulla filiera delle pelletteria, partendo da un campione di 619 imprese (oggi sono 882) localizzate in
diverse aree della Toscana con una incidenza maggiore nelle province di Firenze e Pisa. Obiettivo principale del progetto è la creazione e la diffusione di una cultura della
responsabilità sociale e dei diritti nei territori e nelle aree produttive coinvolte dal progetto, con particolare attenzione ai sistemi di certificazione integrata della filiera
pelletteria secondo gli standard SA8000 e ISO9001 integrata alla responsabilità ambientale. Un riconoscimento del progetto FELAFIP è arrivato dall’Organizzazione Internazionale
del Lavoro (ILO) e dalla Commissione Europea che lo hanno individuato come buone pratiche territoriali.
Il Sistema Microcredito Orientato Assistito Toscano (SMOAT) – Sulle tracce del premio Nobel Muhammad Yunus fondatore della Grameen Bank, il progetto mira a sostenere quelle persone che, senza
differenziazioni di genere, età o cittadinanza, hanno passione, idee e il desiderio di creare una piccola realtà imprenditoriale capace di contribuire al proprio benessere ed allo
sviluppo locale. Grazie ad un accordo tra Regione Toscana, il sistema bancario e Fidi Toscana vengono concessi finanziamenti a coloro che non hanno garanzie fino a 15.000 euro. SMOAT offre
inoltre alle neo imprese e a quelle con meno di 36 mesi di vita, anche una serie di servizi gratuiti utili allo start-up d’impresa: orientamento (mappatura delle competenze, opportunità
di mercato, valutazione dei rischi d’impresa), assistenza (progetti di fattibilità marketing, piani di restituzione, aggregazione di piccole imprese, riferimenti normativi) e tutoraggio
(iter burocratici, ricerca di visibilità della neo impresa, rapporti con le associazioni di categoria).
La Commissione Etica Regionale (CER) – Uno degli elementi fondamentali delle azioni di Fabrica Ethica è costituito dalla condivisione e collaborazione multistakeholder. La Commissione
Etica Regionale (CER) mette quindi insieme i rappresentanti economici, istituzionali e della società civile interessati al tema della responsabilità sociale delle imprese. Un
gruppo di lavoro che in maniera partecipata e condivisa determina il percorso comune e le azioni da intraprendere in tema di RSI. La CER rappresenta quindi una sorta di ‘contratto sociale’ per
la definizione di nuove regole condivise per la promozione di uno sviluppo armonioso. Una scelta che nasce dalla convinzione che gli attori sono sovrani e che per questo sono invitati, tramite
questo strumento, a proporre idee, formulare pareri riguardo alle proposte regionali, portare l’esperienza, le competenze acquisite e le reti di relazioni, in modo che ognuno sia a sua volta
portavoce di altre realtà. Allo stesso tempo ai rappresentanti presenti in CER è chiesta la loro collaborazione alla diffusione della conoscenza, della cultura e della pratica di
responsabilità sociale.
La Legge regionale 17/2006 – La RSI è stata inserita tra i principi fondamentali sanciti dallo Statuto Regionale approvato nel 2004. Nel maggio del 2006, vale a dire dopo una esperienza
di oltre 6 anni, la Toscana ha deciso di emanare una legge regionale che rendesse evidente e più forte il proprio impegno per la diffusione di uno sviluppo economico orientato alla
responsabilità sociale. La Toscana sottolinea così come la realizzazione di pratiche di responsabilità sociale porti miglioramenti continui all’interno dell’azienda (nella
gestione dei lavoratori) e all’esterno (nella gestione delle relazioni con gli stakeholder) perché induce e consolida la coesione sociale nei territori. La tracciabilità della
filiera produttiva è vista come il cuore di ogni azione di responsabilità sociale, affinché in tutti i luoghi e in tutti gli step produttivi siano rispettati, implementati
e sviluppati i diritti umani, sociali, economici e del lavoro riconosciuti dalle normative nazionali, europee e internazionali. La Regione promuove quindi la tracciabilità sociale come
obiettivo da perseguire per la valorizzazione, l’innovazione, la competitività delle imprese e il consolidamento occupazionale del proprio sistema economico.
Perché le aziende scelgono di certificarsi – Le imprese si certificano per ‘una maggiore soddisfazione e motivazione dei lavoratori’; per ‘la tutela del marchio e della reputazione
aziendale’; ‘perché si ritiene che il poter garantire l’eticità della produzione possa accrescerne il valore’; per ‘migliorare i sistemi di gestione interna’ e per ‘la diffusione
e circolazione delle informazioni’. Tra gli aspetti più rilevanti si trova la prevalenza di contratto di lavoro subordinato, nel 89% dei casi, e uno scarso ricorso al lavoro atipico. I
risultati della ricerca ribaltano anche alcuni luoghi comuni. Per gli imprenditori che si certificano scopriamo infatti che il portatore d’interesse più importante per l’azienda è
il lavoratore (82%) seguito dai fornitori (67%) e solo al terzo posto si posizionano i clienti (62%), subito prima della pubblica amministrazione (56%).
La filosofia della responsabilità sociale Made in Tuscany – Sin dall’inizio Fabrica Ethica si è mossa avendo alcuni precisi punti di riferimento: da una parte il forte accento sul
dialogo e l’inclusione sociale, tenendo presente che non si possono realizzare percorsi di responsabilità sociale delle imprese in assenza di un dialogo costruttivo tra le parti
interessate. Il dialogo sociale alla base della responsabilità sociale prevede necessariamente la condivisione della scelta da parte di imprenditore e lavoratori. La dimensione della
responsabilità sociale è inoltre necessariamente multistakeholder, ovvero sono diversi e molteplici gli attori che entrano in gioco nella costruzione del percorso di adesione e
promozione della cultura della responsabilità sociale delle imprese. E’ per questo che all’interno della Commissione Etica Regionale tutti i portatori di interesse sono chiamati ad
esprimersi e a portare contributi di idee e proposte.
Cristiano Lucchi





