Evitiamo il rischio Napoli per i prodotti lodigiani

Lodi – Rischio «Napoli» per i tesori del gusto lodigiani, la diossina non c’entra nulla e neppure l’immondizia, ma la possibile costruzione della maxi centrale di
Bertonico, un mostro a turbogas da 750 megawatt, metterebbe in pericolo l’immagine di latte, formaggi, carne, riso e verdura prodotti in un territorio che resta tra i più verdi della
Bassa Padana lombarda.

«Come potremmo vantare le virtù di un’area che fa di tutto per restare ad alto valore ambientale, dove le aziende agricole lavorano integrando produzione e salvaguardia della
natura, dove sono tornate cicogne e aironi, se poi la si vedrà punteggiata da camini e cemento? I nostri prodotti verrebbero associati alle ciminiere più che ai campi e il danno
d’immagine ed economico sarebbe incalcolabile» afferma Enzo Pagliano, direttore della Coldiretti di Milano e Lodi, parlando di un territorio dove operano oltre 1.600 imprese agricole,
dove si producono ogni anno 400 mila tonnellate di latte, che fa parte del triangolo d’oro del riso italiano, dove esiste da oltre mille anni lo storico vino di San Colombano e dove l’alta
qualità agroalimentare è da sempre collegata alla definizione di «giardino di Milano» per il verde dei suoi campi contrapposto alla cementificazione selvaggia del
capoluogo lombardo. «Capannoni e insediamenti residenziali tendono ad allargarsi sempre di più – afferma Pagliano – Nel Lodigiano esiste da trent’anni la centrale di Tavazzano, che
ha rappresentanto un duro pedaggio pagato per lo sviluppo della Lombardia, appena oltre il Po c’è l’inceneritore di Piacenza e abbiamo anche l’autostrada, la via Emilia, diverse aree
logistiche e la Tav.

Manca solo la centrale di Bertonico e poi siamo a posto. Si tratta di un insediamento che andrebbe a snaturare in maniera irresponsabile una parte di territorio che ancora di salva e che crea
una lunga fascia verde con le zone del Cremonese. E’ come se dentro un parco giochi, dove vanno mamme e bambini, fra alberi, prati e fiori piazzassimo un maxi camino. Chi andrebbe più in
quel parco?». Per questo domenica 6 aprile 2008 alle ore 16.00 presso il presidio della Coldiretti davanti alla cascina Colombina di Bertonico, le mamme del gruppo Mapa (che si oppone al
progetto insieme a Provincia, comuni e agricoltori) hanno organizzato una «merenda anti centrale» a due passi dall’area ex Gulf dove la società Sorgenia del gruppo Cir di De
Benedetti vuole realizzare il maxi impianto a turbogas,. «L’iter per l’approvazione di questo progetto tanto contestato è iniziato sotto il governo Berlusconi con il via libera
sostanziale della regione Lombardia ed è proseguito con Prodi – afferma Carlo Franciosi, presidente della Coldiretti di Milano e Lodi – solo la mobilitazione delle istituzioni locali,
della gente e degli agricoltori, spalleggiata a Roma dall’attuale sottosegretario all’ambiente il lodigiano Gianni Piatti, ha permesso all’ultimo momento di riaprire i giochi, inducendo il
ministero dell’Ambiente a riavviare la valutazione tecnica sull’autorizzazione integrata ambientale per la centrale. Il Lodigiano non è il posto adatto per un progetto di quel
tipo».

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