Evasione = confisca dei beni

Armi affilate per il Governo in materia di evasione fiscale, grazie alla Finanziaria 2008 è stata estesa la confisca penale ai reati tributari: anche solo la falsa fatturazione
farà scattare l’istituto, a stabilirlo il comma 143, articolo 1 della legge 244/2207: tre semplici righe che dispongono quanto previsto dall’articolo 322-ter del Codice penale.

Attraverso questo nuovo strumento si vuole stringere la vite attorno all’evasione fiscale. La confisca penale, fino ad oggi, veniva usata solo nei reati più gravi come il peculato, la
concussione e la corruzione. In caso di condanna per uno di questi reati, le norme prevedono la confisca dei beni che hanno costituito il profitto o, laddove non fosse possibile, dei beni di
valore corrispondente all’illecito. Un provvedimento stabilito direttamente dal giudice, di natura obbligatoria, e che vale sia nel caso di condanna sia di patteggiamento.

La novità introdotta dalla Finanziaria, richiamando espressamente il decreto legislativo n. 24/2000, rende possibile la confisca penale per una pluralità di infrazioni. L’istituto
potrà così scattare in tutti i casi di: dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti; dichiarazione fraudolenta mediante altri
artifici; dichiarazione infedele; omessa dichiarazione; emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti; omesso versamento di ritenute certificate: omesso versamento di IVA;
indebita compensazione; sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte.

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