Essere in forma senza farmaci: ecco la promessa della dieta a zona
2 Giugno 2009
Raggiungere livelli ottimali di forma fisica, senza essere costretti a privarsi dei piatti preferiti. Si presenta così la “dieta a Zona” ideata negli Anni Novanta dal biochimico
americano Barry Sears e sempre più gradita, sia agli sportivi che ai semplici amanti del benessere.
Il metodo di Sears si differenzia da simili “ricette” poiché parte dal presupposto che l’unico farmaco necessario sia il cibo, in grado di influire sul corpo umano.
A riguardo, ecco la spiegazione del dottor Aronne Romano, forse il più importante discepolo italiano di Sears: ” L’ assetto ormonale è influenzato sia dal numero delle
assunzioni che dal corretto rapporto tra gli alimenti assunti in ogni singolo pasto o spuntino. Le assunzioni consigliate sono almeno 5 per ogni giornata, tre pasti: colazione, pranzo, cena e
almeno due spuntini: il primo a metà pomeriggio e il secondo poco prima di coricarsi. Ovviamente, per chi fa sport, il numero può però aumentare, arrivando anche a 7.
L’importante è che ognuna di queste assunzioni mantenga il rapporto tra carboidrati, proteine e grassi in una percentuale ideale: il 40% delle calorie dai carboidrati, il 30% delle
calorie dalle proteine e il 30% dai grassi. Queste proporzioni vanno rispettate almeno fino a quando si raggiungerà il peso ideale espresso in percentuale di grasso corporeo: per i non
sportivi il valore ideale nel maschio va dal 12 al 15% mentre nella femmina pre-menopausa dal 19 al 22%. Negli atleti le percentuali variano in base allo sport praticato”.
Detto in parole più semplici, la dieta a Zona dà molta importanza a frutta e verdura, a spese di pasta, riso e crostate (tutte a basi di carboidrati raffinati). Pesce e carne
magra forniranno le proteine, mentre i grassi essenziali arriveranno dall’assunzione di olio e mandorle. Riguardo ai liquidi, il principale è l’acqua (bisogna assumerne almeno 2 litri al
giorno) ma non si deve rinunciare al classico bicchieri di vino.
Fatti salvi tali punti, va osservato come nessuna dieta s’improvvisa; anche il metodo di Sears richiede la presenza di un medico.
A questo punto diventa il concetto di blocco: quantitativo di cibo per l’appunto composto dal 40% di carboidrati, dal 30% di proteine e dal 30% di grassi. Durante la prima visita dal medico,
questo calcolerà la percentuale di grasso corporeo, indicando poi una quantità di cibo raccomandata espressa, appunto, in blocchi; successivamente, al paziente sarà
indicata una tabella alimenti da seguire.
Tale metodo di lavoro permette di controllare la secrezione del glucagone e dell’insulina, l’ormone che veicola ed immagazzina gli zuccheri sotto forma di grassi.
Ed è proprio questo il pilastro su cui si basa il lavoro di Sears: mantenere il livello di insulina entro una certa «zona», così gli zuccheri vengono interamente
bruciati e non fanno in tempo a trasformarsi in grassi.
Di primo acchito (è difficile negarlo) la dieta a Zona sembra uscita dall’antro di qualche ciarlatano, piena di ragionamenti astrusi e calcoli a iosa.
Chi l’ ha provata, però, assicura che si tratta di un ottimo tipo di dieta, efficace sia come alimentazione sportiva sia come alimentazione sana ” in generale”, in grado di portare
numerosi benefici.
Quali ?
“Dalla maggiore lucidità mentale alla maggiore energia fisica, dalla minor sensazione di fame a un miglior aspetto perché diminuiscono la massa grassa e la ritenzione idrica. E
così si previene anche il diabete”afferma il dottor Romano.
Matteo Clerici




