Proposta Blocco di Emergenza Gas dopo Esplosione a Milano in via Brioschi – Scoppio 12 giugno 2016 – Bollettino di guerra

Proposta Blocco di Emergenza Gas dopo Esplosione a Milano in via Brioschi – Scoppio 12 giugno 2016 – Bollettino di guerra

By Giuseppe

Proposta ultim’ora da Assoedilizia: Blocco di Emergenza

Date: Mon, 13 Jun 2016 15:18:31
Subject: « Blocco di Emergenza »  per fermare il flusso del gas all’esterno degli edifici – Proposta AssoediliziaABLOCCO DI EMERGENZA PER FERMARE SUBITO IL FLUSSO DEL GAS ALL’ESTERNO DI OGNI EDIFICIO

L’esplosione da gas di via Brioschi a Milano (tre morti e nove feriti), l’episodio più grave a Milano di questa tipologia di disastri dopo l’esplosione di viale Monza nel settembre 1994, sette morti, e di via Lomellina (2006), quattro morti, si aggiunge a un bilancio pauroso che, secondo i Vigili del Fuoco, in Italia conta in questi primi mesi  del 2016  38 esplosioni e 10.625 fughe di gas. Lo scorso anno si sono registrate 177 esplosioni ( una ogni due giorni ) e oltre 23.000 fughe di gas. Decine i morti, centinaia i feriti, i danni difficilmente calcolabili. Quasi un bollettino di guerra. Ma è possibile che ciò continui ad avvenire, negli anni Duemila ed in un Paese moderno?

Assoedilizia denuncia da decenni l’inadeguatezza e delle norme di sicurezza che regolano le modalità di uso domestico del gas.  

“Quando l’odore di gas si diffonde nelle parti comuni o all’esterno dell’edificio – afferma il suo presidente Achille Colombo Clerici –  e’  necessario fermare immediatamente la fuoriuscita del gas.
Sovente non e’ possibile dare l’allarme ed aspettare l’accorrere del soccorso.
Se il punto di dispersione del gas non e’ individuato all’interno delle singole unita’, intervenire sugli impianti all’interno delle abitazioni risulta inutile.
Occorre bloccare l’emissione a monte, interrompendo il flusso di gas all’intero palazzo/condominio bloccandolo addirittura all’esterno dello stesso edificio.

Per questo l’associazione dei proprietari immobiliari propone l’istituzione di un “blocco di emergenza” dell’erogazione generale in ogni palazzo, azionabile da chiunque  sotto la propria responsabilita’: un po’ come avviene  con i freni di emergenza dei treni ( ogni abuso verra’ punito reca la relativa iscrizione ) dove, in caso di pericolo non è necessario correre a chiamare il capotreno per fermare il convoglio.

Cosi’ – nel caso in questione – non sarebbe piu’ necessario chiamare e attendere l’arrivo dei tecnici o dei Vigili del Fuoco per disattivare la rete a monte dei singoli impianti. Ovviamente il costo di tale installazione di sicurezza va addebitato non al proprietario di casa, ma alle aziende erogatrici di questo pericoloso elemento, l’unico “esplosivo” che la legge consente di introdurre nelle abitazioni”.

——- La notizia di stamattina———

Esplosione Gas a Milano in via Brioschi – Scoppio 12 giugno 2016 – Bollettino di guerra – Assoedilizia da vent’anni si batte invano per una maggior sicurezza nelle case

A s s o e d i l i z i a
Associazione della
Proprieta’ Edilizia
Milano

ESPLOSIONI DI GAS NELLE CASE: UN BOLLETTINO DI GUERRA

COLOMBO CLERICI (ASSOEDILIZIA): QUESTE LE MISURE PER CONTENERLE

Questa mattina un’esplosione in via Brioschi a Milano (zona Navigli) ha provocato una strage: tre morti e nove feriti, tra cui due bambine gravissime. Causa probabile, una fuga di gas nel palazzo.  Si tratta dell’episodio più grave a Milano di questa tipologia di disastri dopo l’esplosione di viale Monza nel settembre 1994, sette morti e di via Lomellina (2006), quattro morti.

Sono troppo frequenti i casi che dimostrano la pericolosità del gas (metano in particolare). E’ quasi un bollettino di guerra. Ma è possibile che ciò continui ad avvenire, negli anni Duemila ed in un Paese moderno?

Il presidente di Assoedilizia avv. Achille Colombo Clerici dichiara:

“Seguiamo questo problema da oltre vent’anni in tutta Italia.
Riscontriamo che c’è molta incoerenza nelle norme di sicurezza che regolano le modalità di uso domestico del gas. Emblematica è la  storia del metano: il “pubblico” fornisce ai cittadini una materia altamente deflagrante (ricordiamo che esso possiede 5 volte il potere calorifico del vecchio gas di città; da cio’ deriva il vero problema ancor oggi irrisolto).

In questo quadro, si potrebbe pensare che il pubblico debba assumersi l’onere di tutelare la sicurezza dei cittadini. Ma cio’ non avviene in modo integrale. La normativa non stabilisce infatti che gli enti erogatori ( i quali esercitano un’attività economica, traendone profitto, costituente però al tempo stesso un servizio di interesse pubblico) eseguano, sotto la loro responsabilità, i relativi controlli di regolarità dell’uso e di applicazione di tutte le misure di sicurezza entro e all’esterno delle abitazioni interrompendo l’erogazione in caso di anomalie; non dispone per una assicurazione sociale (come la previdenza e l’assistenza sociali) che risponda, in termini di primo rischio assoluto e con copertura del cento per cento,  sul piano, non solo della responsabilità civile, ma anche del costo di ricostruzione dell’immobile.

Ci si dimentica che non ci troviamo di fronte ad una calamità naturale ineluttabile, come fosse un terremoto od una inondazione, generata dalle forze della natura; ma ad un fatto causato da azioni umane (private e pubbliche) combinate a norme di legge lacunose o distorte.

I controlli della rete di distribuzione del gas a monte del contatore sono a carico dell’ente erogatore che li effettua sotto la sua responsabilità, anche ai fini della responsabilità civile (se qualcosa non va, dovrebbe bloccare subito la erogazione).

A valle dei contatori (cioè nelle abitazioni) i controlli sono a carico dell’ASL.

Si dispone che i fornelli delle cucine non possano essere venduti, se non sono dotati del dispositivo della valvola termostatica, che impedisce la fuoriuscita del gas in caso di spegnimento della fiamma; e poi si permette che in milioni di case continuino ad usarsi vecchi fornelli che ne sono privi.

Non viene disposta l’installazione obbligatoria, all’interno delle abitazioni, di apparecchiature che interrompano automaticamente l’erogazione del gas, o diano l’allarme in caso di perdite dell’impianto.

Gli apparecchi domestici (cucine, forni) andrebbero “blindati” ad evitare manomissioni da parte di chi vuol far un uso improprio di questa sostanza altamente pericolosa (ad esempio per tentativi di suicidio o per minacciare e compiere ritorsioni).

Per contenere se non eliminare il fenomeno Assoedilizia, oltre alle misure di sicurezza suesposte, propone che venga incentivato l’utilizzo di cucine, scaldabagni e impianti di riscaldamento elettrici attraverso:

– agevolazioni per chi opera la trasformazione da alimentazione a gas ad elettricità simili a quelle per il contenimento energetico (contributi delle amministrazioni locali all’installazione e detrazione delle spese in più anni dall’Irpef);

– obbligatorietà della trasformazione per cittadini con età superiore ai 65 anni e per chi ha rivelato problemi psichici;

– per i meno abbienti, tariffe elettriche agevolate, incrementando quanto già previsto oggi dalla legge”.

 

Redazione Newsfood.com

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