Elvio Bonollo, Presidente Istituto Nazionale Grappa: Nuove accise sulla grappa da gennaio 2015 con probabile chiusura di molte grapperie (Intervista)

Elvio Bonollo, Presidente Istituto Nazionale Grappa: Nuove accise sulla grappa da gennaio 2015 con probabile chiusura di molte grapperie (Intervista)

Nuovi aumenti in vista per le accise sulla grappa. Dal primo gennaio 2015 un ulteriore, pesantissimo, incremento potrebbe essere fatale per molte grapperie. A lanciare l’allarme è il Presidente dell’Istituto Nazionale Grappa Elvio Bonollo, intervenuto nei giorni scorsi all’incontro organizzato da Assodistil e Federvini alle Distillerie Franciacorta di Borgonato di Cortefranca. Adesso non sono più soltanto i danni economici a preoccupare i produttori, quanto il rischio di una perdita irrimediabile di una parte del patrimonio di tradizione ed esperienza, frutto di tanti sacrifici e tanto appassionato lavoro di generazioni di maestri distillatori, che ha consentito di dare al mondo la possibilità di gustare un’opera d’arte tutta italiana.

Presidente Bonollo, cosa significa per il comparto questo nuovo aumento?
La nostra acquavite di bandiera, oltre a risentire del peso della situazione economica generale, in poco più di un anno, è stata pesantemente penalizzata da politiche fiscali irragionevoli e slegate da una obiettiva valutazione della realtà. Rispetto ad ottobre 2013 l’accisa che grava sugli alcoli e, quindi anche sulla grappa, in più riprese è stata aumentata di circa venti punti percentuali, aumento che raggiungerà il 30% nel momento in cui non venga bloccato l’ulteriore incremento previsto dal primo gennaio 2015. E’ qualcosa che non si era mai visto nella storia del nostro settore. Considerato che poi sul prezzo comprensivo del valore dell’accisa viene applicata l’iva del 22% si capisce chiaramente che, in termini concreti, si determinerà un ulteriore aumento dei prezzi che condurrà ad una ennesima contrazione dei consumi con un effetto complessivo di riduzione del gettito totale incamerato dallo Stato.

Quindi una manovra inutile…
Non ci stanchiamo di ribadire a gran forza che si tratta di una misura fine a se stessa, incapace di risolvere i problemi e allo stesso tempo in grado di impoverire soltanto la categoria dei distillatori perché – i dati storici lo dimostrano chiaramente e le più recenti indagini lo confermano- aumenti d’accisa determinano inevitabilmente contrazioni dei consumi.

Chi sarà a farne maggiormente le spese?
Considerato che più del 70% delle vendite di grappa avvengono sul mercato nazionale si possono facilmente intuire gli effetti di questo ennesimo pesantissimo aumento sul settore della grappa che è composto da aziende medio piccole, in gran parte a conduzione famigliare. Da un lato la contrazione dei consumi determinerà una perdita di fatturato, gravando sugli equilibri economici delle grapperie, dall’altro l’ulteriore aumento del valore dell’accisa, che le aziende si trovano per lo più costrette ad anticipare allo Stato rispetto al momento dell’incasso dai clienti, comporterà un innalzamento della tensione finanziaria già alimentata dai ritardi nei pagamenti dovuti alla situazione congiunturale.

Per i più piccoli sarà dunque un provvedimento che rischia di mettere a dura prova la sopravvivenza sul mercato…
E’ chiaro che la combinazione dei due fattori economico e finanziario, sopra evidenziati, in una situazione generale di già diffusa difficoltà, rischia di essere fatale per molte realtà che pur non vantando grosse dimensioni, hanno comunque un impatto diretto ed indiretto sull’occupazione e sono, soprattutto, custodi di quella importante tradizione e di quell’esperienza, creata nel corso di generazioni di vite spese in duro ed appassionato lavoro in distilleria. Quel know how che ha consentito di creare la grappa e di perfezionarla nel tempo sino a farla diventare la nostra acquavite di bandiera.

Non si tratterà quindi solo di un danno economico?
Intendo sottolineare il fatto che oltre al danno economico si rischia di perdere irrimediabilmente una fetta significativa dell’inestimabile patrimonio di conoscenza che sta alla base della grappa, della sua inimitabilmente italianità e del suo grande valore sensoriale: quel carattere che le consente di brillare di luce esclusivamente propria nel mondo dei grandi distillati e che può costituire un grande punto di forza in termini di successo futuro sui mercati internazionali. E’ inaccettabile dover pensare che tanta tradizione, tanta esperienza, tanta capacità imprenditoriale che hanno saputo nascere e svilupparsi in aziende sane che non hanno badato a risparmiarsi e che si sono difese ed evolute nel corso di secoli, superando momenti di grandissima difficoltà – crisi economica, eventi bellici-, possano finire per essere distrutte dallo Stato attraverso politiche fiscali sciagurate in quanto lontane dal considerare la realtà e fini a se stesse in quanto inefficaci nel produrre i risultati in termini di aumento del gettito complessivo.

In che modo l’Istituto Nazionale Grappa intende opporsi a questo provvedimento?
Ci siamo battuti e ci batteremo con tutte le nostre forze per far capire che evitare questo ennesimo ingiusto e sciagurato aumento è indispensabile. Andiamo innanzi uniti, contrapponendo a tanta miopia il grandissimo valore culturale che la grappa riesce a trasmettere grazie alla propria storia, alla peculiarità del proprio carattere ed alla sua capacità di poter appassionare e diffondere un modello di consumo qualitativo attento e consapevole che la sua stessa natura impone per poter essere pienamente compresa e goduta.
Redazione Newsfood.com

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