Elezioni: ora serve un nuovo progetto di sviluppo per l'agricoltura

«Il responso delle urne ha delineato un quadro politico ben preciso, ora c’è la necessità di un’azione vigorosa che permetta al sistema imprenditoriale di avviare subito una
nuova fase di sviluppo, in quest’ottica l’agricoltura deve avere un’attenzione particolare, per questa ragione al nuovo Parlamento e al nuovo Governo sollecitiamo alcune precise
priorità: una rinnovata politica agraria, la Conferenza nazionale sull’agricoltura, la programmazione degli interventi e la concertazione».

E’ quanto sottolinea il presidente nazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi per il quale «la nuova legislatura deve essere realmente costruttiva e
affrontare in maniera valida i problemi istituzionali e parlamentari indispensabili per dare certezze ai cittadini e agli operatori economici».

«In occasione del voto, come Cia abbiamo presentato un articolato documento nel quale -afferma Politi- abbiamo delineato un nuovo progetto per lo sviluppo dell’agricoltura, per accrescere
le capacità concorrenziali delle imprese agricole, per promuovere e difendere il ‘made in Italy’ alimentare. Un progetto che si può sintetizzare nelle tre parole ‘impresa,
internazionalizzazione, interprofessione’ e che si articola su fondamentali esigenze: sostenere la ricerca e l’innovazione; promuovere il capitale umano ed il ricambio generazionale; accrescere
le capacità concorrenziali delle imprese e delle filiere agroalimentari; promuovere la semplificazione e l’efficienza della macchina amministrativa; sostenere la proiezione
internazionale del nostro sistema agroalimentare di qualità, difenderlo dalle contraffazioni e dall’uso improprio dei marchi e delle denominazioni».

«La definizione del progetto di politica agraria -aggiunge il presidente della Cia- deve, però, essere compito della Conferenza nazionale sull’agricoltura, avviata nella precedente
legislatura e da noi sollecitata, e rappresentare uno dei primi impegni del nuovo Governo. Alla sua preparazione come Confederazione offriremo il contributo di idee e di proposte perché
da essa possa derivare un progetto condiviso, nei confronti del quale le istituzioni e le rappresentanze sociali possano assumere le proprie responsabilità, impegnandosi a
realizzarlo».

Nel ribadire l’esigenza di una forte presenza ed autorevolezza a livello Ue, specie nel momento in cui si discute dello stato di salute della Pac, Politi chiede che il nuovo Governo «si
impegni a restituire spessore e legittimità alla concertazione, come metodo non occasionale sul quale costruire un corretto rapporto tra Esecutivo e parti sociali e dal quale far
derivare il pieno riconoscimento del ruolo delle rappresentanze degli interessi. Ciò dovrà comportare un aggiornamento delle sedi e delle procedure della concertazione».

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