2020 Economia Italiana al palo: Italia se ci sei batti un colpo

2020 Economia Italiana al palo: Italia se ci sei batti un colpo

 

NOTA della Redazione
Emilia Romagna resta rossa e restano anche tutte le problematiche. Urge risolvere i problemi che da troippo tempo stanno subendo le imprese e e cittadini che fanno il loro dovere.
Gli Italiani non ne possono più;  sono sempre meno interessati alla politica dei partiti che pensano solo più a scaldare e salvare le loro poltrone (e tutti i benefici collaterali riservati a questa casta… alla faccia di coloro che dovrebbero rappresentare… non sfruttare o prendere continuamente per il naso…)
Giuseppe Danielli,

Direttore Newsfood.com

 

Italia se ci sei batti un colpo. Partiamo dal basso e non dall’alto. Urge una riforma vera. Segnali elettorali sono molto chiari. L’italiano ha bisogno di certezze di lungo periodo e non di contingenza, altrimenti rinuncia.

 

Giampietro Comolli

L’Italia ancora oggi, dopo la crisi del 2008-2009 e il ricapitombolo (forse più pesante) del 2011-2012, fa segnare diversi parametri sociali economici vitali in grave situazione, crisi o non crisi. Tutta l’Europa manifesta gravi sintomi di malanni generali: non c’è neanche più chi tira da solo la carretta.

Lascio stare e non entro nel merito dei problemi macroeconomici (grazie grazie Draghi… anche se forse il problema grosso è solo procrastinato) come quelli della cassa del mezzogiorno e della questione lavoro-investimenti nel centro e sud (530 mld/euro in 40 anni da trattenute, fondi Ue, Stato),  della enorme bolla-burocratica che avvolge e fa stare in piedi una capitale nazionale perchè tirano 4 venti e perché c’è un modello di governo molto centralizzato e orizzontale (altri 500 mld/euro di sbilancio capitolino in 20 anni). Una cultura cattolica latente in tutto senza una netta separazione fra clericale (giusto e importante) e laicità diretta di certe scelte nazionali sociali e civili… ma solo nelle questioni in cui il cittadino comune si sente più coinvolto.

Diciamo che guardo a tutte quelle tematiche, questioni, problemi che spesso governano la pancia, il corpo, i sentimenti delle persone piuttosto che il cervello e il ragionamento. Non è soltanto la crisi economica che ha modificato il rapporto pancia-cervello (che qualche volta vediamo e abbiamo visto già negli anni ’70-’80) ma è sicuramente lo stato di difficoltà generale, di impotenza, di squilibrio, di perdita di potere di acquisto, di freno tirato, di non prospettiva.

Sono questi i parametri-sentimenti di oggi. Cambiano i Governi, i governanti, i vertici ma resta sempre una politica di basso livello che rincorre oggi la concessione autostradale e domani la chiusura dell’ennesima fabbrica,  non fa quelle riforme obbligate e richieste oramai da 20 anni, continua l’ aumento della spesa pubblica senza vergogna e senza forza mentale, aumenta il disavanzo pubblico senza innovazione strumentale e infrastrutturale.

L’Italia da 20 anni (partendo dalla non capacità di guidare l’arrivo di una moneta unica mancando di tecnici esperti) figura all’ultimo posto in quasi tutte le graduatorie e indicatori economici che i grandi istituti e i grandi giornali finanziari mondiali forniscono annualmente. Spread o non spread (io sono convinto che non è un indicatore astratto e superparter della bontà economica di un paese, bensì è uno strumento per far guadagnare miliardi di dollari in pochi giorni a pochi soggetti), il BelPaese deve cambiare.

In primis ritornando a dare fiducia al consumatore italiano finale. E’ da lì che in momenti di crisi riparte la macchina sociale ed economica, ma la politica non vede, non vuole vedere, non servono esempi del passato, anzi si fanno gli stessi errori: per partito preso bisogna perdere tempo a distruggere o a incolpare il politico precedente di turno.

C’è poi chi lo fa anche in modo patetico e lungimirante, per salvare la propria poltrona. E’ evidente che dal 1990 in poi… tutta la politica nazionale, regionale e locale ha colpe importanti, in primis riproponendo sempre le stesse ricette. Mai una riforma vera.

Ricordo con grande attenzione la primissima versione della Riforma-Renzi stroncata al suo interno, accusato di combutta con avversari, naufragata con un Referendum ad personam più che usque ad finem. Alcuni ultimissimi sondaggi avvalorano e fotografano ancor più questa “congelamento retrò ” nazionale: sembra che i pensionati sono l’unica certezza del Pil, i prestiti alle imprese calano regolarmente da anni del 2-2,5% annuo, la spesa per i prodotti indispensabili cala regolarmente anch’esso dell’1% annuo da 11 anni, il risparmio delle famiglie in 20 anni è sceso dal 20% annuo al 2,4% medio annuo, le spese per beni non indispensabili ma comuni tipo vacanze, ferie, auto nuove (escluso noleggi di breve e lungo periodo) è sceso del 39% in 20 anni, gli esercizi chiusi annualmente doppiano come numero nazionale le nuove saracinesche alzate, il potere di acquisto della borghesia media italiana sempre dall’avvento dell’euro è calato del 18% al netto del cambio monetario, l’età minima media del primo lavoro di un giovane laureato in Italia è aumentata di 7,2 anni, l’età media del primo figlio di una donna italiana, sposata o non sposata nel rispetto della piena scelta laica individuale, è aumentata di 4,9 anni… sono questi – e tantissimi altri – i parametri che un politico, uno statista, un capo governo autorevole eletto con le elezioni popolari dovrebbe studiare e cercare di risolvere prima possibile.

Una occhiata lungimirante agli studi “demografici” potrebbero servire soprattutto in una ottica di più lunga durata di un mandato elettorale, raccogliendo alcune proposte già in atto in altri paesi. Per certi versi torna comodo incolpare la Germania, per altri versi però è giusto battere educatamente i pugni sul tavolo con risposte non di pancia, ma di testa, competenti: qualche consulente sociale di lungo corso, fuori dagli schemi, potrebbe essere utile al posto delle burocrazie ministeriali.

 

Giampietro Comolli

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Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

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Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
Curatore Rubrica Assaggi in libertà

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