Draghi: «l'Italia può ripartire ma servono meno tasse»

L’economia italiana rimane debole per tutto il 2008, ma il Paese può tornare a crescere, ne è convinto il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi. Nella sua relazione a
palazzo Koch Draghi è tornato a chiedere con «urgenza» un taglio delle tasse, di quelle sul lavoro, sulle imprese e sulle famiglie.

La pressione fiscale in Italia, ha ricordato il governatore, è aumentata negli ultimi due anni di 2,8 punti percentuali. Per diminuire le imposte, però, secondo il governatore
bisogna tagliare la spesa pubblica, abbattendo le rendite improduttive, dando vita ad un federalismo fiscale responsabile, che può far crescere quel «serbatoio inutilizzato dello
sviluppo del paese» che è oggi il Mezzogiorno.

Per costruire l’intervento risanatore, inoltre, per Draghi sono fondamentali gli elementi della «stabilità politica» e della «forza delle istituzioni». Infine un
invito a puntare su i giovani, che possono essere i veri protagonisti della ripresa. «I giovani – ha spiegato il governatore – oggi sono mortificati da un’istruzione inadeguata, da un
mercato del lavoro che li discrimina a favore dei più anziani, da un’organizzazione produttiva che troppo spesso non premia il merito e non valorizza le capacita».

Leggi Anche
Scrivi un commento