Discarica nel Pinerolese: rivedere la scelta di Buriasco

TORINO – Con una relazione unitaria Coldiretti, Cia, Unione agricoltori e Copagri provinciali hanno ribadito la loro opposizione alla localizzazione di una discarica per
rifiuti solidi urbani nei territori di pregio del Pinerolese, a Buriasco.

Riccardo Chiabrando, presidente Coldiretti Torino, spiega: «All’inizio della settimana il documento è stato inviato ai sindaci del consorzio Acea Pinerolese. Essi,
tenendo anche conto di una recente mozione approvata dal Consiglio provinciale, che invitava a rimettere sul tappeto eventuali nuovi siti, hanno accolto quanto proposto dalle organizzazioni di
categoria ed hanno approvato a maggioranza la richiesta di rimettere in discussione i criteri che hanno portato alla scelta del sito di Buriasco».

Silvano Galfione, presidente Coldiretti Buriasco, aggiunge: «Si tratta di una decisione che noi riteniamo positiva, perché potrebbe impedire la realizzazione della
nuova discarica su terreni agricoli a massima fertilità, ossia ciò che da sempre chiediamo: per individuare i siti di nuove discariche, nel Pinerolese come altrove, occorre
utilizzare aree e terreni a bassa fertilità».

Riccardo Chiabrando conclude: «Difendere il suolo ad alta capacità produttiva è l’unico modo per garantire un futuro al settore primario. In Piemonte, dal 1991 al 2001,
espansioni urbanistiche, nuove aree industriali, siti per impianti di trattamento dei rifiuti, nuove arterie stradali, hanno impermeabilizzato quattromila ettari di suolo fertile, di cui mille
di prima classe. A fronte di questa cementificazione smodata il suolo di prima classe in Piemonte è oggi ridotto a poco più di centomila ettari».

OSSERVAZIONI ALLO STUDIO
DI LOCALIZZAZIONE DELLA DISCARICA DI BURIASCO
PREMESSA

Con questo documento le quattro organizzazioni di categoria torinesi, Coldiretti, Cia, Unione Agricoltori e Copagri, intendono ribadire la propria posizione sulle politiche di gestione dei
rifiuti, con particolare riferimento alla determinazione di localizzare una discarica per rifiuti solidi urbani nei territori di pregio.

Le considerazioni di seguito riportate esulano da un’analisi numerica e tecnica dello studio presentato. Vogliono essere invece elemento per una scelta ragionata di sito di discarica che segni
una svolta nella politica di gestione dei rifiuti finora attuata mediante il Piano provinciale di gestione dei rifiuti in vigore.

UNA NUOVA POLITICA DI GESTIONE DEI RIFIUTI

Ribadiamo intanto che una politica moderna di gestione dei rifiuti nella nostra provincia non può prescindere da una serie di priorità:
-l’attuazione di politiche per la riduzione della produzione di rifiuti;
-l’incremento diffuso della raccolta differenziata;
-l’utilizzo razionale, anche mediante il loro potenziamento e la loro messa in sicurezza, degli impianti di discarica esistenti, al fine di evitare la nascita di ulteriori punti di degrado
territoriale;
-la salvaguardia dei terreni agricoli – con particolare riferimento a quelli di prima e seconda classe – e di tutte le imprese agricole che operano nel territorio rurale;
-l’individuazione di soluzioni innovative e ad elevato contenuto tecnologico per il recupero e la valorizzazione energetica dei rifiuti – considerando anche tecnologie oggi non presenti in
Italia e non analizzate dal Piano provinciale per la gestione dei rifiuti.

A tale proposito, sottolineiamo come gran parte delle decisioni prese in attuazione del Piano provinciale gestione rifiuti non seguano queste priorità. Infatti la scelta di realizzare
nuove discariche sul territorio cancellando ulteriori superfici di terreno fertile nella nostra provincia – Buriasco né è l’esempio – potrebbe creare ulteriori punti di degrado
ambientale anche nelle zone più interessanti dal punto di vista agricolo.

E’ necessario quindi un approccio nuovo alla gestione dei rifiuti nella nostra provincia, aperto alle tecnologie più innovative finora mai considerate, che deve partire dalla modifica
del Piano provinciale di gestione dei rifiuti.

Le quattro organizzazioni agricole ribadiscono ancora una volta con fermezza che la scelta fatta da Ato-r. è totalmente sbagliata.

Chiedono ai sindaci, agli amministratori degli enti locali, Comuni, Provincia, Regione, ai politici rappresentanti del territorio, maggior attenzione alla salvaguardia del terreno a massima
fertilità e, dunque, all’ambiente.

La strenua difesa del suolo ad alta capacità produttiva è l’unico modo per garantire un futuro al settore primario.

Pertanto, esse propongono che venga accantonata la scelta di Buriasco e si vadano a ricercare sul territorio soluzioni alternative, che esistono: aree industriali abbandonate, aree militari,
risistemazione o allargamento di discariche esistenti, terreni non coltivati, poco fertili e non adatti a fare agricoltura

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