Dipendenti pubblici: in caso di grave malattia l’Amministrazione può non inviare il medico fiscale
14 Maggio 2009
Le Amministrazioni possono decidere di non inviare il medico fiscale per la visita di controllo ai dipendenti affetti da malattie gravi come quelle oncologiche, nei casi in cui l’episodio morboso
si inserisca in un unico ciclo di trattamento per la cura.
Lo dispone una circolare del Ministero per l’Innovazione, a condizione che la patologia del dipendente sia stata inzialmente accertata dall’Amministrazione o risulti certificata da un ospedale
pubblico, da una ASL o da una struttura convenzionata. Il Ministero precisa che la norma sulle fasce orarie di reperibilita’ (dalle 8 alle 20, con esclusione del periodo dalle 13 alle 14) non pur
venire derogata neanche nei confronti dei dipendenti pubblici affetti da grave patologie, ma le Amministrazioni, sulla base delle proprie esigenze funzionali ed organizzative, possono valutare
l’effettiva utilita’ della visita di controllo nei singoli casi, anche al fine di non gravare ecessivamente l’attivita’ con gli adempimenti relativi alle visite fiscali. Con l’occasione il
Ministero, ribadendo che e’ interesse delle Amministrazioni di favorire il piu’ rapido e soddisfacente reinserimento dei lavoratori colpiti da malattie anche gravi, riducendo il piu’ possibile la
necessita’ di rimanere fuori dal ciclo produttivo durante il periodo di cura, ricorda che i malati oncologici hanno diritto, in base ad una legge speciale ancora in vigore, di chiedere la
trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale e viceversa; questa possibilita’ interessa in particolare quei lavoratori che, anche a causa degli effetti invalidanti delle
terapie salvavita, hanno una ridotta capacit` lavorativa, che deve essere accertata da una commissione medica istituita presso la ASl competente per territorio. Analogamente, devono essere
accettate con priorita’ rispetto agli altri lavoratori le domande di part time avanzate da dipendenti che assistono soggetti malati oncologici o riconosciuti inabili al lavoro e dai genitori di
figli conviventi di eta’ inferiore a 13 anni o portatori di handicap.
Viene infine richiamata l’attenzione dell Amministrazioni sulla necessita’ di avviare quanto prima i progetti di telelavoro, proprio allo scopo di favorire la prestazione lavorativa anche
nei periodi di malattia e di cura e di diminuire l’esigenza dei lavoratori di fruire dei congedi, incentivando il piu’ rapido e sostenibile ritorno all’attivita’ produttiva






