Decreto Alitalia: via libera del Senato
22 Maggio 2008
Nella seduta di mercoledì 21 maggio, l’Aula di Palazzo Madama ha approvato, in prima lettura, il disegno di legge di conversione del decreto-legge 23 aprile 2008, n°80 (cosiddetto
«decreto Alitalia«), che prosegue il suo iter alla Camera.
L’esame in Assemblea era iniziato con la relazione orale del senatore Luigi Grillo (PDL), dopo che martedì 20 maggio la Commissione speciale conversione decreti-legge aveva approvato il
decreto in sede referente, senza modifiche rispetto al testo presentato dal Governo.
Come riferito dal sen. Grillo, «il decreto-legge consente alla società Alitalia di utilizzare un prestito ponte di 300 milioni di euro per far fronte alle necessità
derivanti dall’onere di continuare a svolgere un servizio pubblico fondamentale. L’intervento è parimenti finalizzato a non compromettere la conclusione del processo di privatizzazione
della società Alitalia, privatizzazione che il Governo appena insediato ha dichiarato di voler perseguire».
Dopo aver sottolineato la gravità della situazione in cui versa la compagnia di bandiera, aggravata anche da fattori economici esterni come il forte aumento del prezzo del carburante, il
relatore ha aggiunto che il prestito «non comporta né effetti sui saldi di finanza pubblica, né variazioni di bilancio e dovrà essere rimborsato entro il corrente
esercizio (quindi entro il 31 dicembre 2008), maggiorato di un tasso di interesse nella misura prevista dalla specifica disciplina comunitaria richiamata nel decreto-legge in
questione».
Durante il dibattito svolto in Commissione è stata rimarcata la necessità di un intervento organico ed urgente e – come ha riferito il sen. Grillo – «il rappresentante del
Governo ha confermato già in Commissione di aver avviato un proficuo confronto con la Commissione europea e di aver difeso in quella sede la tesi che l’intervento non può
configurarsi come aiuto di Stato, ma piuttosto come un legittimo intervento finanziario a scadenza, finalizzato solo e soltanto a superare la fase acuta di crisi nella prospettiva di realizzare
a breve un nuovo piano industriale».




