Debito pubblico, ben 81 mila euro pesa sulle spalle di ogni famiglia

By Redazione

 

La guerra di religione innestata dal Governo sulle spoglie della povera Eluana Englaro e sul testamento biologico,aveva la chiara finalità di occultare le gravissime condizioni
di vita dei lavoratori impoveriti, dei pensionati al minimo,di una cattiva congiuntura delle piccole e medie imprese strozzate dalle banche e di un debito pubblico record, che a
novembre in valore assoluto,si è attestato a quota 1.686,558 miliardi di euro,cresciuto di ben 15 miliardi su ottobre (1.669.803 milioni di euro).

Il debito pubblico italiano che pesa per ben 81.000 euro sulle spalle di ogni famiglia, 28.000 euro che gravano su ognuno dei 60 milioni di abitanti, poteva essere ridotto utilizzando
le dismissioni di oro e riserve della Banca d’Italia (circa 67 miliardi di euro) come hanno fatto tutti i Paesi dell’area euro ed attuando politiche economiche di
dismissioni dell’enorme patrimonio del demanio, neppure ben censito.

Ma il governo, invece di adottare azioni concrete di contenimento del debito pubblico,che nonostante i tassi in discesa da parte della Banca Centrale Europea, non verrà ridotto
senza interventi realistici ed urgenti, dato lo spread di circa 1,40 punti base pagati dal Tesoro italiano ai sottoscrittori di titoli pubblici rispetto ai bund tedeschi e che
resterebbero invenduti, qualora non si pagasse il premio del maggiore rischio paese derivante dall’enorme mole del debito pubblico, è in tutte altre faccende affaccendato.

Adusbef e Federconsumatori, che hanno partecipato alla imponente manifestazione della CGIL, tornano a chiedere serie misure per contenere il disavanzo ed impostare una politica
industriale assente e politiche economiche non illusorie,come l’ultima trovata del ministro dell’Economia Tremonti che ha inserito nel decreto mille proroghe
l’operazione Scip (po) pari a circa 1,7 miliardi di euro senza le previste coperture,per sconfessare quella finanza creativa ideata proprio con le cartolarizzazione allegre degli
immobili.

Elio Lannutti (Adusbef) – Rosario Trefiletti (Federconsumatori)

 

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