Dalla Finanziaria gravi problemi per le aziende agricole siciliane

Nella legge finanziaria nazionale non c’è traccia del rifinanziamento della norma che consente l’abbattimento delle aliquote contributive a carico delle aziende
agricole delle aree montane e svantaggiate. Per l’ agricoltura siciliana -afferma la Cia regionale- si tratta di un durissimo colpo che mette a rischio la tenuta di un fragile
sistema che a fronte di ricavi pressoché costanti, ma sempre più spesso in calo, deve far fronte ogni giorno a rincari dei fattori di produzione (concimi, mangimi,
carburanti, utenze, ecc). A partire dal primo gennaio 2009, il danno per le imprese siciliane ammonta a una cifra che si aggira intorno ai duecento milioni di euro per anno.

La situazione è allarmante: l’aumento del costo del lavoro -sottolinea la Cia Sicilia- potrebbe costituire per molte aziende causa di abbandono dell’attività
con le ovvie ripercussioni sull’intera economia di territori già caratterizzata da estrema fragilità e l’economia e il livello occupazionale dell’intera
regione rischiano di segnare un evidente e disastroso passo indietro.

Per questo la Cia siciliana chiede al governatore Raffaele Lombardo di mettere in campo tutte le iniziative politiche necessarie affinché sia il ministro Zaia che il presidente
Berlusconi con tutto il suo governo rivedano questa decisione che penalizza fortemente le aziende agricole dell’Isola e rivendichi una politica per il settore primario più
attenta e rispettosa delle prerogative e del ruolo che l’agricoltura riveste nella società e nell’economia della Regione.

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