Dal caffè alla zucca. I semi commestibili contro i batteri farmacoresistenti
28 Marzo 2012
Primo, selezionare una serie di semi commestibili, dall’anacardo, al caffè, al pomodoro alla zucca. Secondo, usarli contro i batteri resistenti agli antibiotici artificiali.
Questo il metodo valutato da una ricerca della Bar-Ilan University, diretta dalla dottoressa Ofra Rachmaninov e pubblicata sul “Nutrition Journal”.
Gli scienziati sono partiti dalla difficile situazione attuale, dove alcuni batteri (come la Pseudomonas aeruginosa e il Chromobacterium violaceum) hanno sviluppato resistenza ai trattamenti
farmacologici tradizionali. A peggiorare le cose, la capacità di tali batteri di colpire i soggetti immunodepressi: tra i disturbi provocati, infezioni del tratto urinario, coliti,
polmonite, emorragie e anche sepsi.
Allora, la dottoressa ed i suoi colleghi hanno selezionato le glicoproteine dei semi, usandole contro i batteri in test di laboratorio. E’ emerso come, di base, i batteri esaminati abbiano la
capacità di aderire alle cellule che producono lectine. Tuttavia, le glicoproteine sono in grado di eliminare tale capacità di adesione, rendendo il batterio incapace di attaccare
le cellule, ed in ultima analisi di sopravvivere.
Perciò, gli scienziati ritengono che le sostanze dei semi possano essere utilizzate per produrre farmaci efficaci contro i batteri in questione.
FONTE: Ofra Rachmaninov, Keren D Zinger-Yosovich, Nechama Gilboa-Garber, “Preventing Pseudomonas aeruginosa and Chromobacterium violaceum infections by anti-adhesion-active components of
edible seeds”, Nutrition Journal 2012, 11:10 (15 February 2012)
Matteo Clerici
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