Dal 1° gennaio il pomodoro è made in Italy

Cremona – «E’ un traguardo atteso ed importante, fortemente sostenuto dalla mobilitazione della nostra Organizzazione, il 2008 si è aperto con un nuovo, fondamentale passo a
tutela dell’autentico made in Italy ed a vantaggio sia delle imprese agricole che dei cittadini-consumatori».

Con queste parole Roberto Biloni, presidente di Coldiretti Cremona, commenta l’entrata in vigore della normativa prevista dal Decreto del 17 febbraio del Ministero per le Politiche Agricole, il
provvedimento che ha sancito, dal primo gennaio 2008, il venir meno di tutte le deroghe con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine del pomodoro utilizzato nella passata.

«Sulle etichette della passata di pomodoro in vendita deve essere ora indicato obbligatoriamente anche il luogo di coltivazione del pomodoro e non solo quello di confezionamento –
chiarisce Biloni -. Scaduto il termine per consentire lo smaltimento delle vecchie confezioni, con il nuovo anno non è più possibile spacciare nella passata il falso made in
Italy. Per l’agricoltura, e per l’economia, italiana è una tutela essenziale, soprattutto rispetto alla marea di prodotto finora giunto dalla Cina. Basti questo dato: nel 2007 oltre 160
milioni di chili di concentrato sono sbarcati dalla Cina nei porti italiani in fusti di oltre 200 chili di peso. Una ‘materia prima’ in gran parte destinata ad essere lavorata e poi venduta
come made in Italy».
Ora nelle etichette della passata di pomodoro, precisa la Coldiretti, deve essere riportata la zona di coltivazione del pomodoro fresco utilizzato, indicando la Regione e lo Stato. «Un
passo in avanti straordinario – conclude Biloni – che Coldiretti chiede di estendere immediatamente a tutti i derivati del pomodoro, come sughi pronti e concentrati, ed anche a tutti gli altri
alimenti per favorire i controlli e permettere l’immediato ritiro dal mercato dei prodotti eventualmente pericolosi».
A livello nazionale, da parte della prima Organizzazione degli agricoltori giunge un’altra sollecitazione. «Coldiretti ha evidenziato la necessità di avviare da subito un piano
articolato di controlli per verificare il rispetto delle norme sull’obbligo dell’etichettatura di provenienza per la passata di pomodoro – spiega Assuero Zampini, direttore di Coldiretti
Cremona -. E’ fondamentale che la norma, faticosamente ottenuta ed ora finalmente in vigore, venga fatta pienamente rispettare: solo così si porrà fine ad un grave inganno per il
consumatore e ad un pesante danno economico per i nostri produttori. Coldiretti Cremona, anche in questo caso, farà la propria parte: in attesa dell’avvio dei controlli da parte degli
organi competenti, daremo una mano, recandoci già dalla prossima settimana presso i punti vendita della grande distribuzione del nostro territorio, con l’obiettivo di verificare che le
etichette siano conformi alla legge e con l’impegno di segnalare le eventuali difformità alle autorità competenti».
«Il pomodoro è il condimento maggiormente acquistato dagli italiani ed è un simbolo della dieta mediterranea, alla quale conferisce determinanti proprietà salutari –
prosegue Zampini -. Non abbiamo dubbi che, correttamente informati, i cittadini-consumatori sceglieranno di acquistare il prodotto autenticamente italiano, garanzia di un gusto e di una
qualità che certo non possono giungere dal prodotto di origine cinese, come confermano i recenti allarmi sulla sicurezza alimentare».

Raggiunto questo vitale risultato, altri passi sono necessari per garantire un futuro alle imprese agricole che coltivano pomodoro. A livello provinciale, regionale e nazionale, la Coldiretti
sta lavorando (e ha già dato avvio ad alcuni ‘vertici’ tra i produttori e i loro rappresentanti) con l’obiettivo di mettere in campo una strategia efficace e condivisa, in previsione
della prossima campagna, al fine di tutelare il reddito delle imprese agricole, nel confronto con l’industria e la grande distribuzione.

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