Da Ape Maya a Dolby Ghost, il 2010 del Corpo forestale dello Stato

Da Ape Maya a Dolby Ghost, il 2010 del Corpo forestale dello Stato

12 mesi di azione, 365 giorni di investigazioni e tutela delle normative e della salute dei consumatori. Il 2010 ha visto il Corpo Forestale impegnato in diverse operazioni a difesa della
sicurezza del settore agroalimentare.

Tra le tante, se ne possono citare alcune, dando così un’idea del lavoro svolto.

  1. OPERAZIONE APE MAIA”. La Forestale blocca 2000 confezioni di propoli contaminato.

L’operazione è iniziata col monitoraggio del territorio di Emilia Romagna, Veneto, Lazio, Toscana e Lombardia. Durante i controlli sul miele biologico, le forze dell’ordine hanno notato
come il propoli presentasse livelli di antiparassitari 34 volte superiori ai limiti di legge.

La conseguente investigazione, particolarmente decisa nelle Marche ed in provincia di Forlì, ha portato evidenti risultati. Il 14 gennaio 2010, gli uomini della Forestale hanno bloccato
duemila confezioni di propoli contaminate con antiparassitari gravemente dannosi per la salute dell’uomo utilizzati nella lotta a un pericoloso acaro delle api, che venivano prodotti e
commercializzati da una ditta del Comune di Bagno di Romagna. Diverse le persone segnalate all’autorità giudiziaria per l’ipotesi di reato di contaminazione di sostanze alimentari con
sostanze nocive, previsto dalla normativa nazionale in materia. Inoltre, è stata attivata la procedura di allerta alimentare attraverso gli organi del Ministero della Salute per il
ritiro del prodotto contaminato.

“Ape Maia” ha avuto un seguito ed un completamento. Nel febbraio 2010, sono state infatti sequestrate 11.000 confezioni con 450 pastiglie, contenenti livelli proibiti di antiparassitari. Il
sequestro è stato causa-effetto di un controllo capillare sulle aziende locali, al fine di separare i produttori di miele che usano sostanze naturali da quelli che usano sostanze di
sintesi, meritevoli di attenzione particolari.

2. “OPERAZIONE AMARONE QUATER”. Scoperto traffico di Amarone contraffatto a Verona e provincia

Il lavoro di squadra del Corpo forestale dello Stato di Verona e del Coordinamento distrettuale di Asiago e del l’I.C.Q.R.F. di Verona ha fatto scoprire le irregolarità di una cantina
veronese.

Durante l’ispezione del locale, sono stati notati 21 sacchi segatura presumibilmente usata per l’affinamento di vini a scopo enologico, riportanti la scritta a mano “Acacia”, “Francia Medio” e
“Ciliegio”. Per ulteriori analisi sono stati prelevati sei campioni di vino “Amarone”, sei di vino “Recioto” e cinque di “Vino bianco da tavola” per le analisi di competenza.

Infine, i tecnici del Corpo Forestale hanno posto sotto sequestro amministrativo cinque taniche contenenti liquido anonimo, 1.530 bottigliette di vino “Amarone” prive di etichette, senza
indicazione di lotto e fascette di Stato, 312 bottiglie di vino “Recioto” prive di fascette di Stato ed etichetta retro indicata.

3.“OPERAZIONE Dolby Ghost”. Sequestro in provincia di Salerno di un allevamento fantasma e di un capannone abusivo con diversi prodotti lattiero-caseari

“Dolby Ghost” prende le mosse nel 2010, quando le squadre della Forestale battono il territorio salernitano, eseguendo controlli sulla qualità e la produzione dei DOP e degli IGP.

L’esame porta alla scoperta di un allevamento fantasma nel Parco Nazionale del Cilento e Valle di Diano e alla segnalazione di un allevatore di Sanza (SA) che deteneva senza alcuna
autorizzazione 60 capi tra ovini e caprini sprovvisti dei marchi auricolari necessari per la loro identificazione.

In prima fila nel lavoro, gli agenti del Comandi Stazione Forestali di Sanza e Teggiano (SA), diretti dal Coordinamento Territoriale per l’Ambiente di Vallo della Lucania. La loro azione ha
infatti permesso di notare come l’azienda controllato non era registrata presso il Servizio Veterinario ed era quindi assente dalla banca dati nazionale. In più, l’allevatore titolare
era sprovvisti di documentazione sanitaria e del registro di carico e scarico, riassunto dei dati dell’animale: identificativa, data di nascita e provenienza.

Nell’ambito della stessa operazione, il Comando Stazione Forestale di Foce Sele ha sequestrato, nella stessa giornata, un capannone abusivo contenente quintali di latte di bufala congelato e
altri alimenti nel Comune di Eboli (SA). I rapporti degli uomini intervenuti parlano di una struttura senza autorizzazioni, usata come luogo di conservazione di 40.000 secchi contenenti 60.000
quintali di latte di bufala congelato, quasi 3000 scatole di gelati mille quintali di vongole congelate.

PER ULTERIORI INFORMAZIONI:

www.corpoforestale.it

Matteo Clerici

Newsfood.com

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