Cure ai nati molto pre termine

Il gruppo di lavoro «Cure perinatali nelle età gestazionali estremamente basse (22-25 settimane)», istituito lo scorso mese di aprile dal Ministro della Salute Livia Turco e
coordinato dal presidente del Consiglio superiore sanità professor Franco Cuccurullo e dalla dottoressa Maura Cossutta, ha messo a punto un documento conclusivo che sarà trasmesso
al Consiglio superiore di sanità impegnato nell’estensione di un parere sulla stessa tematica.

Il documento – condiviso all’unanimità dai rappresentanti dell’Iss, delle Società scientifiche e delle associazioni di ginecologia e ostetricia, pediatria, neonatologia, medicina
perinatale e medicina legale – ha come finalità quella di contribuire alla definizione di apposite Raccomandazioni rivolte agli operatori sanitari coinvolti nell’assistenza alla
gravidanza, al parto e al neonato estremamente pretermine.
Nel testo si sottolinea che «nel corso degli ultimi decenni, profondi progressi diagnostico-terapeutici, sia sul versante ostetrico sia su quello neonatale, hanno immesso nell’agire
professionale atti clinici che, da eccezionali, sono diventati frequenti. Non è più un fatto straordinario prestare cure mediche al travaglio di parto e al neonato di bassissima
età gestazionale. Questa situazione interagisce con la società nel suo complesso e le decisioni ad essa connesse coinvolgono importanti aspetti umani, etici, deontologici,
medico-legali, economici ed organizzativi».

Data questa premessa, nel documento si precisa che:
? la prevalenza di nascite in età gestazionali estreme è bassa (meno di 2 casi su 1000 nati vivi);
? i lavori scientifici non sono numerosi e non sempre metodologicamente robusti a causa delle diverse modalità di arruolamento delle popolazioni in studio e della lunghezza del follow-up
dei nati;
? la prevalenza di disabilità e di morte varia con l’epoca gestazionale, comportando riflessioni sulle scelte assistenziali più appropriate;
? nella valutazione del neonato, l’età gestazionale è considerata il parametro più indicativo di maturazione.

Per quanto riguarda le modalità di cura e assistenza rispetto alle età gestazionali il documento indica che:
? tra 22 0 e 22 6 settimane «al neonato devono essere offerte solo le cure compassionevoli, salvo in quei casi, del tutto eccezionali, che mostrassero capacità vitali»;
? tra 23 0 e 23 6 settimane «quando sussistano condizioni di vitalità, il neonatologo, coinvolgendo i genitori nel processo decisionale, deve attuare adeguata assistenza, che
sarà proseguita solo se efficace»;
? tra le 24 0 e 24 6 settimane «il trattamento intensivo è sempre indicato e va proseguito in relazione alla sua efficacia»;
? a partire dalle 25 0 settimane di età gestazionale vi è elevata probabilità di sopravvivenza, anche se dipendente da cure intensive.

Nelle raccomandazioni che sono suggerite agli operatori sanitari nell’assistenza alla gravidanza, al parto e al neonato estremamente pretermine (22-25 settimane) si precisa che «ogni
decisione deve essere individualizzata e condivisa con i genitori, sulla base delle condizioni cliniche del neonato alla nascita e non può prescindere dalla valutazione dei dati di
mortalità e disabilità riportati in letteratura riferiti alla propria area».

Il documento sottolinea che «il neonato non sottoposto a cure intensive, perché considerato non vitale, ha diritto a cure compassionevoli. Deve essere trattato con rispetto, amore
e delicatezza. A tali cure è anche candidato il neonato, pur rianimato inizialmente, che non dimostri possibilità di sopravvivenza e per il quale il trattamento venga considerato
non efficace ed inutile».
In ogni ambito di decisione, ai genitori deve essere offerto il massimo supporto sul piano psicologico.
Per i bambini dimessi dalle terapie intensive si raccomanda inoltre il follow-up almeno fino all’età scolare.

Leggi Anche
Scrivi un commento