Crisi: Confcommercio, -5,6% consumi famiglie ultimo triennio

Crisi: Confcommercio, -5,6% consumi famiglie ultimo triennio

Per l’Ufficio Studi della Confcommercio negli ultimi tre anni i volumi di beni acquistati dalle famiglie hanno subito un calo del 5,6%. In particolare quote sempre maggiori della spesa delle
famiglie sono state dirottate verso quella parte di consumi obbligata come affitti, sanità e assicurazioni, comprimendo la parte relativa all’acquisto di quei beni e servizi che
appartengono alle scelte libere.

Questi dati confermano la tesi del Codacons sull’Istat, che nel modificare il paniere 2010 non ha tenuto in minimo conto della crisi in atto e della modifica radicale che questa crisi ha
determinato sulle abitudini di consumo delle famiglie italiane. Un fatto molto grave, dato che questo implica un’inflazione sottostimata per tutto il 2010 e conseguentemente politiche
economiche e adeguamenti salariali sballati.

Anche i dati della Confcommercio confermano quelli del Codacons, secondo i quali a partire dal settembre 2008, e poi in modo più consistente per tutto il 2009, i consumi sono
radicalmente mutati. Nel paniere Istat 2010, invece, è calato il peso di beni necessari, a cui non si può rinunciare nemmeno nei momenti di crisi, come i Prodotti alimentari,
Abitazione, acqua, elettricità e combustibili, Trasporti e sono saliti i pesi delle Comunicazioni, Ricreazione, spettacoli e cultura, Servizi ricettivi e di ristorazione, di cui si
può fare a meno quando le cose non vanno per il meglio.

Una crisi così consistente dei consumi dimostra come gli incentivi decisi nei giorni scorsi dal Governo siano così irrisori che non solo non serviranno a rilanciare l’economia
del Paese, ma non riusciranno nemmeno a dare fiato ai settori incentivati.

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